Cinque prostitute fanno arrestare le tre sfruttatrici

Prato. Sono partite da Lagos, in Nigeria, pensando di venire in Italia a fare le parrucchiere, ma si sono ritrovare a battere il marciapiede, ingannate dalle loro connazionali e soggiogate dai riti woodoo che a noi potranno sembrare folklore ma a loro incutono un terrore ancestrale. Cinque giovani nigeriane ora si sono ribellate e hanno fatto arrestare le loro tre presunte sfruttatrici.

Giovani nigeriane portate in Italia con la promessa di un lavoro onesto e soggette alla magia nera

Lunedì mattina gli uomini della squada mobile della polizia hanno eseguito le tre ordinanze di custodia cautelare chieste dal sostituto procuratore Eligio Paolini e firmate dal gip Angela Fedelino. In carcere, con le accuse di sfruttamento dell'immigrazione clandestina e della prostituzione, lesioni e minacce, sono finite le sorelle Doris e Patience Onoyivwe, di 28 e 38 anni, e Agada Loveth Audu, 25 anni, le prime due residenti a Prato, la terza a Montale. Nel corso della perquisizione di tra appartamenti, in viale della Repubblica, via Traversari e in via Gramsci a Montale, sono strati trovati 25 nigeriani, tre dei quali clandestini che sono stati accompagnati ieri al Centro di permanenza temporanea di Roma.
Negli appartamenti, oltre a un'ingente somma di denaro in contanti, sono stati trovati anche i resti dei riti woodoo che secondo l'accusa servivano alle tre «mamman» per ottenere la totale sottomissione delle cinque prostitute.
Il meccanisco è abbastanza semplice ed era già stato ricostruito nel dettaglio da altre operazioni simili, un paio l'anno scorso anche a Prato. Le giovani nigeriane vengono contattate nel loro paese da intermediari che propongono loro di trasferirsi in Italia per fare un lavoro rispettabile, di solito la parrucchiera. Chi accetta si impegna a pagare l'equivalente di circa 2.500 euro per le spese di viaggio. Poi, dopo un tortuoso e difficile trasferimento attraverso diversi paesi africani ed europei, le ragazze arrivano in Italia. Nel frattempo, però, vengono sottoposte a riti voodoo, durante i quali i loro sfruttatori le convincono che la loro anima viene racchiusa in piccoli fagotti, o globi, fatti di capelli, peli del pube e altre sostanze. Quasi tutte ci credono, e chi non ci crede abbastanza viene convinta a forza di botte. Perché intanto i 2.500 da pagare come spese di viaggio sono già diventati 40.000 e finché la ragazza non avrà ripagato il suo sfruttatore non potrà rientrare in possesso della propria anima. Oltre ai 40.000 euro, le ragazze dovevano pagare 300 euro al mese per l'affitto, 150 per il vitto e altri 150 per il «posto» sul marciapiede.
L'inchiesta che ha portato all'arrresto delle tre presunte sfruttatrici è iniziata quattro mesi fa grazie al racconto delle cinque ragazze, alcune delle quali si sono rivolte alla Caritas, altre alla polizia, intervenuta al pronto soccorso dopo l'ennesimo pestaggio. Secondo gli inquirenti, Patience Onoyivwe aveva un ruolo preminente e sarebbe stata lei ad andare a prendere le ragazze in Spagna per portarle a Prato. (p.n.)