FOLLIA / Acireale, vedova arrestata

Era cliente da 8 anni - Settanta coltellate quando il cartomante le ha chiesto mille euro per il rito


CATANIA - Il «mago d'Oriente» proprio non l'aveva previsto. Era abituato a leggere il destino nelle carte, a parlare con voce grave di amuleti, a promettere riti liberatori, a snocciolare pesanti richieste di denaro: e così, con la stessa leggerezza, un giorno ha firmato la sua condanna a morte. E' successo venerdì, nel suo studio, quando una cliente ossessionata dalla fissazione della sfortuna, e convita che il mago non volesse toglierle il malocchio, ha dato sfogo alla sua pazzia: ha colpito il «mago» con tre coltelli che aveva nella borsetta.

Visceri strappati Poi, con lucida follia, gli ha asportato una parte d'intestino e ha infierito su cuore e fegato. Sul cadavere dell'uomo i medici legali hanno constatato settanta fendenti. Stabilendo l'ora della morte, hanno permesso agli investigatori - entrati in possesso dell'agenda di lavoro del cartomante - di risalire alla presunta omicida, ora arrestata. Per l'ufficio anagrafe di Acireale, il «mago d'Oriente» era Giovanni Casa, 77 anni, moglie e due figlie. Ufficialmente pensionato, nessun precedente con la legge, era noto in paese per quella sua bizzarra e lucrosa arrività. Aveva avuto uno studio anche a Catania e in procinvia d'Agrigento. Poi, complice l'età. negli ultimi anni aveva deciso di sfoltire un po' gli impegni lavorativi per concedersi una vita un po' più comoda: riceveva, solo per appuntamento, nello studio di Acireale. Del resto. grazie alla notorietà acquisita, poteva permettersi una certa agiatezza anche con quella stanza. E' qui che venerdì lo ha trovato la moglie. Lei lo attendeva a casa per il pranzo. gli ha telefonato, invano. Poi, sempre più preoccupata, ha deciso di andare a vedere cosa fosse successo. La porta dello studio era socchiusa. Dietro l'orrore: il marito a terra, nel sangue. La donna, in preda al panico, ha chiamato una delle due figlie. Insieme hanno constatato che ormai era troppo tardi, e hano avvertito il 113.

«Vada dallo psichiatra» Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesco Testa - quel giorno già alle prese con la strage di Aci Castello - hanno escluso subito che l'omicidio fosse stato commesso per rapina: il portafoglio di Giovanni Casa era al suo posto, gonfio di banconote. La condotta morale della vittima, che si era sempre tenuta lontano dai guai, faceva scartare anche la pista di uno sgarro da pagare: Così ha preso sempre più corpo l'ipotesi che la mano assassina potesse essere quella di un cliente.
L'efferatezza del delitto e i particolari agghiaccianti emersi dall'autopsia, hanno contribuito a rendere credibile la traccia. Ieri, la svolta. Teresa Monreale, 64 anni, è in stato d'arresto. Vedova, madre di quattro figli, vive in un rione popolare di Canicattì, in provincia d'Agrigento. Conosceva il mago da sette-otto anni. Di recente aveva accusato il colpo: il medico di famiglia le aveva consigliato una visita dallo psichiatra.
La Monreale ha ammesso di aver visto Casa venerdì, e di aver avuto con lui una lite per denaro. Per toglierle il malocchio, il mago avrebbe preteso mille euro. Lei, con sé, ne aveva solo 200. Ed erano anni che il cartomante le succhiava quattrini. A quel punto, secondo la ricostruzione del pm Francesco Testa, sarebbe esploso il raptus.
La donna avrebbe prima tramortito l'uomo con una botta sulla testa, poi l'avrebbe colpito con un paio di forbici, infine, con minuzia, coi quattro coltelli portati da casa, tre dei quali lasciati nell'addome. L'accusata nega. Ma la polizia ha rinvenuto degli abiti macchiati di sangue: gli esami di lavoratorio diranno se apparteneva al «mago d'Oriente».

Andrea Fiori