|
|
corrispondente da NEW YORK
Il rimedio agli ictus potrebbe venire dalla saliva dei vampiri. L'ipotesi viene avanzata sull'ultimo numero del «Journal of the American Hearth Association» che rivela il successo avuto in Australia in fase di sperimentazione del nuovo farmaco «Dspa», derivato direttamente dalla saliva del «Desmodus rotundus», una delle tre specie di pipistrelli-vampiri esistenti in natura che non si cibano di insetti ma esclusivamente di sangue. Il segreto della saliva di vampiro sta nel fatto che contiene un particolare enzima che fa scorrere velocemente il sangue dal corpo della vittima dentro quello dell'animale e quindi è un perfetto anti-coagulante adatto a facilitare la circolazione del sangue quando una persona viene colpita da ictus a causa di un blocco dell'afflusso di sangue verso il cervello. Il «Desmodus rotundus» è di proporzioni molto ridotte - 75 mm di lunghezza e 3,5 cm di apertura alare - ma ha un morso particolarmente efficace e doloroso. Prima di colpire si posa delicatamente sulla schiena dell'animale prescelto - in genere si tratta di bestiame - e quindi all'improvviso infila i denti affilati facendo scorrere il sangue attraverso la lingua ad altissima velocità. La presa dei denti ed il risucchio del sangue sono talmente forti che il vampiro riesce a rimanere attaccato al corpo anche se ostacolato da movimenti bruschi e da colpi di coda. Il piccolo vampiro volante solo raramente infierisce sugli esseri umani. Sue Barbard, dipendente dello Zoo di Atlanta, in Georgia, è una delle vittime conosciute e ricorda l'esperienza come molto dolorosa: «All'improvviso ti senti risucchiare tutto ciò che è sotto la pelle». I tradizionali luoghi di riproduzione del pipistrello-vampiro sono in America Centrale e Meridionale dove si nasconde in vecchie miniere, pozzi in disuso e grotte con scarsa illuminazione per poi diventare l'incubo di allevatori ed agricoltori, che lo temono soprattutto a causa del rischio che porti con sè il contagio della rabbia. Al momento l'unico farmaco anti-coagulante autorizzato negli Stati Uniti deve essere assunto entro un periodo massimo di tre ore ma solo il cinque per cento dei pazienti riesce a raggiungere l'ospedale entro questo tempo limite: i ricercatori della Monash University, in Australia, ritengono che l'uso del «Dspa» potrà consentire un intervento di soccorso per un periodo assai più lungo, fino a sette ore dopo l'ictus. «Il "Dspa" allunga di molto i tempi di possibile intervento medico dopo essere stati colpiti da un ictus - spiega Rob Medcaf, capo del team dei ricercatori australiani - e ciò potrà contribuire a salvare la vita di numerose persone». Gli esperimenti finora eseguiti su topi in Australia hanno dato risultati soddisfacenti - anche perché è stata riscontrata una diminuzione del rischio di versamenti interni - ed ora inizia una fase di test su esseri umani in Europa, Asia, Australia e negli Stati Uniti da parte della «Food and Drug Administrazion», l'ente che sorveglia la qualità di cibo e medicinali. Il fatto di aver deciso di usare la saliva di vampiro a fin di bene non disturba troppo i ricercatori: «Già da tempo in medicina si usano veleni di serpenti e insetti assassini con funzioni molto differenti - osserva Medcaf - i vampiri non sono che un'altra delle terapie possibili che ci vengono offerte dalla natura». Non tutti tuttavia ritengono che la saliva di vampiro possa essere un rimedio ottimale contro gli ictus: «Il problema di fondo è che il danno al cervello viene fatto entro le prime tre ore, intervenire dopo può servire a poco» osserva Keith Siller, neurologo dell'Università di New York.
|
|
|
|