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ROMA - Nella seconda metà del Settecento Voltaire annotava, con gioia, il trionfo della ragione illuminista, che era stata capace di mettere in fuga, per sempre, i vampiri.
«Non si sentiva parlare che di loro tra il 1730 e 1735... e adesso nessuno ne trova più».
Inutili censori oggi possiamo capire quanto avesse torto.
Perché i vampiri non solo ci sono ancora, nella fantasia popolare, ma so no addirittura diventati mito nei panni del conte Dracula e dei suoi emuli antichi e moderni.
Non poteva mancare un censimento.
A firmarlo è stato il "Centro di ricerca sui vampiri" di New York diretto da Stephen Kaplan.
Ecco le cifre: 40 vampiri accertati in Canada, 550 negli Stati Uniti e 310 nel resto del mondo.
In Italia, dicono gli studiosi, i casi accertati sono una decina circa.
Ed effettivamente qualche traccia del Conte è stata trovata anche qui; nel novembre di due anni fa all'idroscalo di Milano furono individuate tracce di un vero e proprio "banchetto per vampiri".
Una tovaglia bianca, tre cuori (di vitello) disposti su tre piattini.
In uno erano conficcati due coltelli da cucina, nel secondo un solo coltello, mentre il terzo, più piccolo, era integro e avvolto in un coprifasce bianco da neonato.
Al centro, un cero rosso in parte consumato.
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