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-Mi dispiace, signor Munro, ma ho paura, che per sua moglie non ci sia più niente da fare !…-
-E' sicuro, di quello che dice dottor Falt… avete fatto tutto, ma proprio tutto il possibile ?-
-Posso assicurarle che abbiamo tentato di tutto, abbiamo anche tentato con la cobalto terapia, ma non sembra aver avuto riscontro. Non potevamo continuare oltre o avremmo danneggiato, in maniera irreversibile, i tessuti del cervello. Sono spiacente. E' difficile ammetterlo, ma abbiamo fallito… C'è qualcosa… qualsiasi cosa… che possa fare per lei ?…-
-No, grazie !-, fu la risposta malinconica di Henry Munro.
Erano passati due mesi da quando Sarah era entrata in ospedale. Non riusciva a darsi pace. Stavano passeggiando allegramente, quando tutto ad un tratto lei si era sentita male, accasciandosi a terra. L'aveva portata all'ospedale, correndo come un matto per le vie della città. C'era qualcosa nel suo cervello, almeno così gli avevano detto i medici. Henry, aveva pensato ad un tumore, poi con qualche difficoltà e con estremo imbarazzo dei dottori, era riuscito a sapere la verità.
-Signor Munro, sappiamo benissimo che ciò che stiamo per dirle ha dell'incredibile, ma abbiamo riscontrato, tramite la risonanza magnetica, che sua moglie ha qualcosa… come dire, qualcosa di vivo nel cervello…-
-Cosa ?… è un modo come un altro, per annunciarmi che Sarah ha un tumore ?…-
-No, signor Munro. Sua moglie non ha un tumore…-
-E allora…?-
-E' complicato, per noi spiegarlo…-
-Bella stronzata, io voglio sapere cosa ha la mia Sara… soffre, forse, di una qualche malattia sconosciuta, un virus, insomma, volete dirmi cosa ha mia moglie ?…-
-Come vuole signor Munro. Tra le pieghe del cervelletto… potrà sembrarle irreale o incredibile, non volevamo crederci neanche noi…-
-Allora… cosa c'è tra le pieghe del cervelletto…-
-Tra le pieghe del cervelletto si è depositato un insetto…-
-Come ?… cosa avete detto ?… -. Balbettò Henry Munro.
-Assurdo, ma vero, signor Munro…-
-Io so solo, che sembra un racconto dell'orrore, uno di quelli da quattro soldi, senza capo né coda… ma siete impazziti o cosa…-
-E' la verità, signor Munro. Non sappiamo trovare una spiegazione logica sul come sia potuto accadere. Forse l'insetto, è penetrato nel cervelletto da qualche ferita superficiale, che ha, come dire… scavato col tempo. Ha sostenuto che sua moglie soffriva spesso di dolori alla testa, chissà…-
-E a voi, questa sembra una risposta ?…-, fu l'unica cosa che Henry disse prima di uscire dalla stanza. IL GIORNO DOPO
-Signor Munro, il dottor Falt, la prega di venire nel suo ufficio, vorrebbe parlarle…-, disse la giovane infermiera ad Henry, che era seduto accanto alla finestra con lo sguardo perso nel vuoto.
-Come…?-
-Il dottor Falt l'attende nel suo ufficio, vorrebbe parlarle-
-A proposito di cosa ?…-
-Mi dispiace, ma non saprei dirglielo…-, disse la ragazza con un tono molto dolce, come se capisse il dolore di Henry in quel momento.NELLA STANZA DEL DOTTORE
-Hanno detto che voleva parlarmi… allora ?…-, disse Henry, dopo che la segretaria l'aveva fatto entrare nell'ufficio. Non salutò il medico dietro la scrivania, non meritava nessun rispetto
-Buongiorno, signor Munro… ho delle novità da riferirle…-
-Quali…-
-Abbiamo deciso di tentare un'operazione. All'inizio avevamo escluso questa possibilità, visto l'estremo rischio che sì corre…-
-…e quando la farete ?-
-Tra due giorni, se lei è d'accordo. Ci sarebbe, però un documento da firmare…-
-Che tipo di documento ?-
-Una dichiarazione scritta, nella quale non ritiene responsabile l'ospedale e i dottori che opereranno di eventuali conseguenze postoperatorie-
-Insomma, mi sta dicendo che, non vi assumete la responsabilità della morte di mia moglie…-
-Non è così semplice…-
-Per me è molto semplice…-
-Ho dovuto battermi per fare questa operazione… l'ospedale non vuole assumersi rischi, così per operare ho bisogno del suo consenso, perché sarò io ad operare sua moglie, nessun altro medico vuole farlo…-
-Bella roba… e a che ora inizierà l'operazione ?-
-Alle sei. Se vuole, potrà assistere-
-Devo firmare qualcosa anche per assistere ?-
-La prego signor Munro, mi creda…-, ma il medico non riuscì a finire la frase perché Henry era già uscito dalla stanza, sbattendo la porta.NELLA STANZA OPERATORIA
-Buongiorno signor Munro-
-Buongiorno dottor Falt-
-Inizieremo ad operare tra dieci minuti, la prego di andarsi a preparare e di seguire le istruzioni che le darà l'infermiera-
Henry si preparò in pochissimo tempo. Non voleva far attendere Sarah.
-E' facilmente impressionabile ?…-
-No, non credo…-
-Comunque, se durante l'operazione, si sentisse male non esiti ad uscire dalla sala operatoria…-
-O.K., dottor Falt-
Quando il medico aprì il cranio di Sarah, all'altezza della squama occipitale, per poco non, perse i sensi. Non sapeva che tipo di insetto avrebbe trovato, ma certamente, non aveva immaginato di trovare un ragno. Quello schifosissimo insetto, aveva depositato delle uova che ora si stavano schiudendo sotto i loro occhi increduli.
La sala operatoria fu invasa da centinaia di ragni in miniatura, perfettamente identici tra loro. Le infermiere iniziarono ad urlare. L'insetto aveva usato il cervello di Sarah come luogo umido e caldo, l'aveva tenuta in vita per tutto quel tempo solo come nutrimento per la sua prole… era mostruoso…LA STESSA NOTTE
Riaprì gli occhi, era madido di sudore. L'incubo era finito. La sua dolce Sarah era distesa accanto a lui nel letto.
-Oh, Dio mio… che sogno… sembrava così reale… che incubo…-, pensò Henry. Si alzò e si diresse verso il bagno, voleva farsi una doccia.
Finita la doccia andò in cucina; poi tornò in camera.
La mattina seguente arrivò la domestica. Come ogni giorno preparò la colazione. Si avviò verso la stanza da letto dei coniugi Munro con il vassoio in mano. Aprì la porta con dolcezza, come faceva sempre. Entrò. Le persiane erano chiuse. Non si vedeva nulla. Si diresse verso la scrivania, posò il vassoio. Aprì le persiane. Si girò verso il letto.
-Buongior…-, non riuscì a terminare la frase. Gridò selvaggiamente. Era terrorizzata. Uscì correndo da casa.
Pochi minuti dopo l'abitazione era invasa dai poliziotti. I corpi dei coniugi Munro giacevano senza vita nel letto. La testa di lei, aperta completamente a metà da un grosso coltello da cucina, lui con la pistola fra le mani. Si era tolto la vita. Accanto ai corpi un biglietto.
"Ho sognato di perdere Sarah"
Un poliziotto giovane, si avvicinò ad un collega più anziano.
Senza farsi sentire dagli altri, gli sussurrò all'orecchio: -Pensi che in questo caso si possa dire: finché morte non vi separi ?…-.
I due poliziotti risero sommessamente.
di John Efrem
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