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La radio diceva di non mettersi in viaggio quella mattina, ero in
ritardo
come al solito, mi vestii in fretta, presi la chiave la stessa di
sempre,
entrai in auto, la stessa di sempre, ingranai la prima come le altre
volte.
Era inverno e pioveva a dirotto, le gocce di pioggia battevano sul vetro
come fossero lacrime di dolore, dopo alcuni chilometri un cartellone
"Area
di servizio Km. 50", la mia stanchezza era maggiore delle altre volte.
La mia vita era quella di qualsiasi altra comparsa in questa terra mi
sforzavo di sembrare come tutte le persone per bene, senza frustrazioni
ne
distrazioni.
Il vento trascinava me stesso e le foglie degli alberi lungo la strada,
con
i loro tragici movimenti sembravano avvertirmi, loro così statici eppure
così mobili.
Ecco il cartellone "Area di servizio Km. 40", improvvisamente ad un lato
sotto un diluvio, una ragazza che chiede un passaggio, era completamente
bagnata, i suoi capelli ancora più neri, i suoi occhi ancora più neri,
il
suo vestito ancora più nero, mi fermo lei sale mi saluta, fa per
asciugarsi
con la mano, le porgo la mia giacca, mi ringrazia :"dove vai ?" le
chiedo,
"dove vuoi", risponde.
Le sue mani piccole e fragili, i suoi occhi grandi e felici, le sue
labbra
rosse e invitanti, le chiesi come si chiamava, il suo nome era Simona,
mi
presentai, lei sapeva chi ero.
Dopo poco un cartellone "Area di servizio Km. 30", lei scoppio a
piangere,
singhiozzava, il mio cuore era ormai al battito più estremo, cercai di
consolarla le chiesi cosa avesse, "Ho perso tutto, ho paura" mi rispose,
mi
supplicò di carezzarle la fronte, ed io lo feci, lei smise di piangere,
cominciò a sorridere.
La mia auto procedeva a velocità sostenuta, superai un cartellone" Area
di
servizio Km. 20", mi superò un auto rossa correva più di me, lei mi
chiese
ancora di carezzarle la fronte, lei mise la sua mano tra i miei capelli,
il
mio corpo rabbrividì, il riscaldamento era al massimo ma avevo freddo,
pioveva ancora, mi disse: " Ti voglio bene, perché mi stai aiutando" le
carezzai di nuovo la fronte e lei si addormentò, il suo respiro era
dolcissimo sembrava un angelo, sembrava che stessi vivendo un sogno, il
più
bello, non la conoscevo eppure la sua pelle bianca mi faceva sentire
pulito.
Accesi l'ultima Chesterfield, dopo un bar, un cartellone " Area di
servizio
Km. 10", lei si svegliò di colpo, mi chiese dove eravamo, risposi, ebbe
un
sussulto come di paura, io tremai per lei non capivo, lei si, mi fermai
un
attimo prendemmo un dolce e ripartimmo di nuovo era serena e ansiosa al
tempo stesso, " Area di servizio Km. 1" l'ultimo cartellone.
Dopo una curva una fila di automobili si procedeva a passo d'uomo,
lentamente ci avvicinavamo, lei mi baciò, ne fui entusiasta, l'acqua
aveva
invaso la strada sembrava un fiume, dopo pochi metri un incidente, era
terribile, un auto devastata, lei era calma ormai, io no, ci fermammo,
la
gente attorno piangeva, mi chiese di scendere di controllare, fermai la
mia
auto e camminai verso l'automobile schiantata contro un muro, era una
macchina rossa.
Un fagotto di coperte copriva una sagoma, c'era del sangue attorno, con
coraggio mi feci largo arrivai vicino a questa, tirai giù il lembo, era
Simona, con uno sguardo terrificante confuso tra la paura e la pioggia,
piansi come un bambino, mi avvicinai di più, in uno strano stato le
carezzai
la fronte, e un espressione di gioia prese il posto a quella di terrore,
lei
ora era felice.
Tornai a sedermi in auto, lei non c'era più, ma al suo posto arrivò la
luce
e con il sole tutto si asciugò.
Dopo molti anni percorro ancora la stessa strada, la mia vita ora è
cambiata, fingo molto di meno, adoro la pioggia, adoro il vento, mi
aiutano
a pensare, ma c'è una situazione che mi rende invulnerabile, ed è quella
che
quando sono al limite e sto per cedere c'è un Angelo che sussurra:
" Tesoro Carezzami La Fronte".
di Mauro Gregorini
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