Il ritorno dei morti... o la colpa dei vivi, la paura che essi ritornino per vendicarsi di ciò che è stato loro fatto... poichè ognuno, coscientemente o meno ha un giorno temuto la morte di un defunto, la sua collera o il suo disappunto.
Ci si sente naturalmente colpevoli di una morte di qualcuno cui abbiamo fatto un torto, come se, in qualche modo, anche noi avessimo contribuito al suo verificarsi.
E' questa una delle origini dei fantasmi che ritornano in primo luogo verso coloro che li hanno provocati in vita per vendicarsi o in secondo luogo per terminare e compiere definitivamente ciò che in vita non hanno potuto fare.
Per i greci la Lamia era un vampiro assassino che uccideva i figli per vendetta verso Era che aveva ucciso la sua prole per vendicarsi del suo amore verso Zeus.
I primi nati morti prematuramente o vittime di morti violenteo o i suicidi, così come coloro che non avevano beneficiato di una degna sepoltura (scomunicati, morti abbandonati in guerra o vittime di epidemie seppelliti in terra non consacrata, o ancora, coloro le cui sepolture erano state deturpate) erano soggetti ad essere rappresentati come anime tormentate che certamente avrebbero perseguitato i viventi responsabili delle loro sciagure.
Ecco che queste figure potevano assumere varie forme, dal vampiro al fantasma, che i Greci chiamavano Ombre e i Romani chiamavano Larve.
Dal terrore del ritorno dei morti sono nati tutti i riti funebri, le fosse molto profonde sotto lastre di pietra molto pesanti, sotto tumuli di pietre, o ancora, pire funerarie.
Le offerte di cibo e utensili destinati all'uso post-mortem da parte dei defunti, erano effettuate allo scopo di prevenirne un prematuro risveglio.