"Il sangue è la vita", Dracula nel film di Coppola.

Il sangue, affascinante e proibito, ha sempre esercitato una strana forma di attrazione.
Contrariamente agli altri fluidi corporei, la sua perdita porta alla morte.
Esso è il veicolo del potere della vita ma anche quello del contagio e della malattia.
Spesso le infezioni, l'emofilia e i contagi, venivano accostati all'opera dei demoni, accusati di provocare le epidemie.
Questi temi sono particolarmente ricorrenti riguardo i vampiri: il loro morso, e lo scambio del loro sangue, è considerato portatore di una vera e propria malattia.
Il sangue del vampiro, uno volta entrato in circolo, consuma le sostanze nutritive della vittima e vi si sostituisce.
La sua mancanza nel corpo porta all'incoscienza, al coma e presto alla morte.
Il sangue del vampiro crea una dipendenza dalla quale non si può sfuggire se non con la morte definitiva. Nei culti primitivi, il sangue è un potente filtro magico.
E' l'elisir della vita e della giovinezza: Medea fa ringiovanire Esone, padre di Giasone, cambiandogli il sangue; Ericto resuscita un morto con una sostanza magica a base di sangue.
Presso i Romani, il sangue veniva usato per attirare gli spiriti a cui si voleva chiedere un favore.
Il sangue era anche un rimedio contro le malattie, uno strumento di iniziazione e il veicolo del potere dei vinti nel corpo dei vincitori.I sacrifici rituali sono delle offerte di vite ritenute inferiori a creature considerate superiori.
La Chiesa interdisse l'impiego del sangue nei rituali, per la divinazione e ne impedì il consumo.
La Chiesa stessa, però, ne sublimò il significato con la Comunione attraverso la quale, simbolicamente, i fedeli bevono il sangue di Cristo che accorda loro la vita eterna dell'anima.
Questo atteggiamento non ha che rafforzato l'attrazione verso il sangue, attorno al quale sono state intessute trame dell'immaginario collettivo tali, da circondare questo rosso fluido, di un fascino diabolico e di un potere relativo all'occulto.