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La Resurrezione è simbolo di rinascita. Nel suo senso metaforico veicola una speranza di cambiamento poiché l'individuo diventa consapevole che può, in ogni istante, ricominciare una nuova vita liberandosi dal fardello del passato.
Il valore simbolico della Resurrezione è ovviamente molto forte nella religione cattolica. La remissione dei peccati, il perdono, la confessione, l'assoluzione rappresentano tutti momenti differenti del processo di rinascita; costituisce l'opportunità offerta all'individuo per mondarsi dai propri peccati e per rimettere i peccati altrui allo scopo di riconciliarsi con la propria coscienza e con gli altri e ricominciare una nuova vita. Questa promessa di rinascita è rappresentata, escatologicamente, dalla promessa della vita eterna.
La condizione di non-morto del vampiro, invece, può rappresentare l'impossibilità di abbandonare la sua esistenza dannata, di rinunciare alla sua vita per trapassare nel pietoso oblio della morte per poi rinascere mondato e immacolato nella vita eterna prospettata ad ogni credente. Egli non può morire perché non può rinnegare se stesso, in quanto perfettamente consapevole delle proprie azioni e quindi per tale motivo impossibilitato ad assumere atteggiamenti contraddittori rispetto alla sua natura. Sopravvive nonostante tutto.
Per non aspirare alla rinascita non deve poter provare rimorsi.
E' condannato a portare con sé il proprio passato.
Non può redimersi e perciò non gli resta che accettare la propria natura.
Non può rinascere perché non può morire e non può morire perché non può rinnegare se stesso.
In tal senso il vampiro è destinato ad essere un non-morto.
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