La figura del vampiro suscita da sempre un fascino morboso, decadente, sensuale eppure questa entità non è altro che un cadavere un corpo morto privo di ogni possibilità di unione carnale con un essere umano vivente.
Cosa fa nascere quindi nell'immaginario collettivo questa strana malia?
Nel romanzo Dracula di Bram Stocker, Johnatan Harker ospide nel maniero del conte Dracula viene avvinto dalla malia, ipnosi, delle tre mogli del conte che tentano di sedurlo.
Nelle pagine del libro queste scene sono cariche di erotismo: tre donne che operano le loro arti seduttive, sul maschio inerme.
Il giovane umano verrà salvato proprio dal vampiro e non certo da un rapporto sessuale ma, semplicemente, dal dissanguamento.
Lily trasformata in vampiro tenta di sedurre gli uomini ammaliandoli e ammiccando a promesse di appagamento sessuale "inimmaginabili".
Il vampiro non cerca un appagamento sessuale ma molto più pragmaticamente il suo principale alimento, la sua unica fonte di vita: il sangue umano.
Si sa però che l'essere umano ricerca l'appagamento sessuale, quindi questa è l'arma principe del vampiro da qui scatta l'uso del fascino, della malia, della seduzione e dell'ipnosi dell'essere umano per il raggiungimento dello scopo del vampiro.
Il vampiro quindi non si fa scrupoli di sedurre le proprie vittime, di ammaliarle con le sue arti di mesmerizzazione o magiche, al fine di rendersi di gradevole aspetto fisico per le sue prede.
Anche in romanzi più moderni come quelli di A. Rice i vampiri sono descritti come creature estremamente sensuali, affascinanti che non si fanno scrupolo di sottomettere le loro prede umane con l'uso della malia sessuale.
In un passaggio di uno dei romanzi della Rice si fa esplicita descrizione delle carezze e delle effusioni che il vampiro Armand compie sul corpo della sua vittima/compagno, senza per altro arrivare all'atto sessuale.
Nel romanzo La regina dei dannati lo stesso Lestat descrivendo il suo corpo nudo sottolinea l'inutilità dell'organo perennemente eretto.
Il vampiro non ha una sessualità quindi per lui uomini e donne sono esattamente prede del medesimo valore, quindi può essere al contempo considerato etero o omosessuale.
Questo è un fatto assai evidente nei romanzi Riceiani, un particolare questo anche discretamente comprensibile: non essendoci un rapporto di tipo carnale ma soltanto di "amicizia/affinità" il rapporto omosessuale assume un'altra connotazione: l'alleanza.
Questo ovviamente esclude che la preda venga utilizzata dal vampiro come cibo, in questi rari casi la "preda" è destinata a diventare un altro vampiro: un compagno.
Il vampiro come abbiamo affermato ha uno scopo la propria sopravvivenza, se non si fa scrupolo di uccidere un essere umano per sottrargli il sangue o non dovrebbe farsene per le modalità di "caccia".
Nonostante tutto, e contro ogni logica, il vampiro affascina, seduce ed inganna le nostre menti.
Ancora oggi disincantati verso mostri, alieni e misteri la figura del vampiro riesce, anche attraverso le pellicole sfocate in bianco e nero dei primi film di Bela Lugosi di Tod Browing fino agli effetti speciali di Underworld a far scattare un qualcosa che ci fa desiderare di incrociare sulla nostra strada un vampiro.