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9. Conclusione

[ « indietro ]     C'è da fare un'ultimo appunto. Alcune introiezioni che Freud aveva individuato come causa delle rimozioni e delle nevrosi - ad esempio l'inaccettabilità morale di alcune pulsioni sessuali - per alcuni autori oggi sarebbero sostituite da introiezioni di altra natura che tuttavia svolgerebbero una funzione analoga. Le nuove situazioni che non possono essere accettate dalla nostra coscienza non sarebbero più connesse alla sfera della sessualità ma a valori inerenti alla propria autorealizzazione, alla percezione di sé, alla propria autostima, al proprio senso di efficacia, alla concezione che ognuno ha di se stesso. Oggi è più difficile riconoscere di essere un "fallito" piuttosto che accettare una propria determinata pulsione sessuale. Spesso non è possibile accettare consapevolmente il proprio fallimento, non è possibile accettare di non essere riusciti a realizzare ciò che si voleva, non essere riusciti a "diventare qualcuno". Queste constatazioni, inaccettabili da parte della coscienza di ognuno perché metterebbero in crisi il meccanismo che alimenta la sfera volitiva dell'individuo, opererebbero oggi una rimozione molto più forte rispetto allo spettro di pulsioni sessuali "deviate" che tanta importanza ha avuto nello sviluppo teorico della psicoanalisi classica.
A queste nuove frustrazioni l'individuo può rispondere emotivamente brandendo un simbolo fallico per riaffermare in primo luogo a se stesso la propria volontà di potenza e per tentare di ricostituire, per quanto possibile, la integrità della propria personalità.
Le armi da fuoco potrebbero essere considerate come surrogati del fallo per riaffermare agli occhi del mondo la propria virilità ma pure i canini, partendo anche dalle analogie simboliche con l'atto della deflorazione sopra descritte, potrebbero essere un tentativo di imporre agli occhi del mondo la propria identità incentrata sulla virilità. Questo bisogno diventa impellente quando vi è la costatazione che il mondo non riconosce tale identità del soggetto. Quindi il simbolo dei canini potrebbe avere la funzione di riassegnare all'individuo l'etichetta di "maschio" soprattutto quando il mondo esterno sembra non voler riconoscere all'individuo maschio adulto questa dignità.
In tal caso, come in America perfetti sconosciuti compiono stragi per riaffermare agli occhi del mondo la propria mascolinità, così l'identificazione nella figura del vampiro potrebbe essere un tentativo di nascondere dietro una maschera mitica la propria incapacità ad imporre in altro modo la propria virile volontà di potenza.


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