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1. Fase orale
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Secondo Freud e la scuola psicoanalitica, ogni individuo nelle prime fasi della sua evoluzione, attraversa differenti e successivi stadi di sviluppo psicosessuali. Ognuno di essi è caratterizzato da una particolare e differente zona del corpo capace di indurre, in modo preminente, gratificazioni di tipo sensoriale-erotico. Così, nella prima infanzia, il bambino focalizza le proprie fonti primarie di stimolazione erotico-sensoriale nella bocca (stadio orale, dalla nascita a circa un anno di età) e nella zona anale (stadio anale, da circa un anno a circa tre anni di età). A questi due stadi iniziali segue lo stadio fallico (da circa tre anni a circa cinque anni di età), quindi un periodo di latenza (da circa cinque anni all'inizio della pubertà) ed infine lo stadio genitale (che coincide pressappoco con l'adolescenza).
Questa evoluzione ha il fine di plasmare, gradatamente, lo sviluppo della personalità dell'individuo in modo che essa tenga sempre più conto delle necessità di adattamento imposte dal contesto fisico e sociale nel quale l'individuo si trova a vivere. Ad esempio, tenendo presente le prime due fasi indicate, il bimbo deve gradatamente distaccarsi dal seno della madre, deve accettare la realtà dello svezzamento e così concentrerà le proprie fonti di gratificazioni erotiche-sensoriali nella zona anale. Fino a quando porterà il pannolino, potrà liberamente evacuare ma, lentamente, sarà indotto dalla madre a controllare i propri stimoli in modo da riuscire a differire il momento dell'appagamento dei suoi bisogni. Imparerà che i propri bisogni fisiologici possono essere soddisfatti solo in bagno e non più in mezzo alla gente. E' un nuovo confronto col principio di realtà ed esso porta il bambino ad evolversi ancora.
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