Sette note sette colori....

Guardavo le mie dita, poi più in basso le mie mani... e il nulla misto al tutto rosicchiava senza sosta l'animo della mia arte.
tracce di linee confuse sullo specchio dei miei sogni... nere linee di guerre appassite.
rossi bagliori dagli angoli del tessuto inondavano ora la mia mente. poi portando i profumi alle mie labbra sentivo caldi girasoli colorare le mie palpebre.
ed eccoti a me mentre tinte verde acqua disegnavano i nostri respiri... avrei poi ricordato ogni cosa passeggiando per le vie dorate dei miei pensieri.

d'un tratto fu il calore del tuo corpo roseo a risvegliare in me arcani istinti materni, morbidi e vividi come pennellate intense di viola...
come quando con le mani nude spremi il colore sui polpastrelli e disegni su ogni superficie il movimento dei tuoi pensieri...
dolci, fedeli coccole incondizionate. ed eccomi mentre mi perdo in un sogno avvolta nell'oscurità e nel dilemma della tua silenziosa voce. vedo fiamme poi onde e infine rose bianche acquerellate...
sembrano baci sfiorati e nei miei occhi sento nascere il colore dei tuoi occhi. la loro trasparenza e il turbine delle loro sfumature... sensazioni immense di sentimenti che non voglio spiegare. sei attorno a me arcobaleno ma non chiedermi perché tanto ti desidero... non lo so.
la musica penetrava la mia carne come una sottile lama affilata intenta a disegnare il contorno delle mie vene... gelida, delicata, uniforme...
a poco a poco aumentavano le vibrazioni. e il mio corpo fremeva...
anticipando le convulsioni del mio stomaco... al pensiero del prossimo movimento. perché non c'era pace.
lui intorno a me, brezza calda d'estate. su una spiaggia, trascinando i piedi sulla sabbia fredda e morbida, la sera.
pulsazioni confuse che salgono.. salgono fino allo sguardo... ed eccole le sue oscure labbra.. piene di argentea speranza..
immersa nelle mie mille articolazioni scendo piano dall'estasi.. e cammino incerta.. verso quella spasmodica energia. tremo. ho paura, temo la collera generata dalla passione.
e così vicina alla meta non oso avvicinarmi. apro gli occhi e per la prima volta in questa notte mi sveglio dalla schiavitù.
non più succube del fascino felino, sento in me crescere l'insaziabile suono stridulo che per mesi ha accompagnato il mio delirio..
poi di nuovo l'orgoglio.. un battere infinito sulla pelle tirata di anime morte per amore.. questo frastuono mi guida ad ogni passo mi acceca.
ed è sublime capire come sono arrivata a lui passando per le barriere del suono infrangendo cristalli di pioggia... o forse lacrime.
ora fermo i suoi occhi con il respiro. afferro le sue braccia sbriciolando le sue misere ossa indifese. lui ai miei piedi non chiede pietà.. ma sorride, avidamente, cercandomi... e ancora una volta rinasce dalle ceneri la fenice.
ancora una volta le nostre energie cercano un equilibrio.. distruggendosi e ricreandosi... tra le urla del desiderio infinito.
musica.