Quello di Alice Kyteler è stato uno dei primi processi per stregoneria del medioevo.
Era una facoltosa dama irlandese di Kilkenny che nel 1324 venne accusata di stregoneria e di eresia.
La nobildonna era rimasta per ben tre volte vedova e fu proprio il suo quarto marito a testimoniare contro di lei, accusandola di aver praticato la stregoneria al fine di minargli la salute.
Venne quindi accusata di aver provocato la morte dei suoi precedenti mariti.
Intrattenere rapporti carnali con il maligno; cosa testimoniata (sotto tortura) dalla cameriera personale della dama: Petronilla de Meath che a sua volta si autoaccusò di aver giaciuto con il Demonio, a loro apparso con il nome di Robin Artisson.
Controllando nella stanza della donna furono rinvenute polveri, pomate e perfino quella che fu ritenuta un'ostia.
Fu accusata di praticare sacrifici con animali, di aver parodiato cerimonie religiose, di aver tratto profezie con l'aiuto di demoni e di aver preparato pozioni magiche dentro al teschio di un ladro morto per decapitazione.
Alice fu scomunicata ma si difese strenuamente riuscendo perfino a far imprigionare per una quindicina di giorni il vescovo di Ossory, Riccardo di Ledrede, suo accusatore. Il vescovo lanciò quindi un'interdizione all'intesa diocesi impedendo quindi la sommistrazione di tutti i sacramenti.
Alice Kyteler, grazie all'aiuto di alcuni nobili ed amici riuscì a scappare prima della conclusione del processo ed a riparare in Inghilterra presso la corte di Edoardo II (1307-1327).
Ma il processo fu comunque celebrato e arrivò ad una sentenza quella di morte per la cameriera di Alice: Petronilla de Meath che fu bruciata sul rogo il 3 novembre del 1324.