In un laboratorio i ricercatori si sentivano oppressi dalla presenza di un fantasma.
Questa sfuggevole entità era stata vista e percepita da parecchi di loro, che poi trovavano difficile ed inquietante riuscire a lavorare normalmente.
Il capo del laboratorio, fermatosi a lavorare una sera, potè a sua volta sperimentare tale fenomeno ed iniziò a studiarlo per trovarne le possibile cause fisiche.
Improvvisamente aveva percepito come una corrente d'aria gelida che lo colpiva, la netta sensazione di non essere solo nella stanza ed una sgradevolissima sensazione di paura.
Quando si era girato per cercare di capire cosa avesse alle spalle non aveva visto nulla, ma le sensazioni persistevano.
Poi, nella sua visione periferica, è apparsa una strana macchia grigiastra, che pareva lentamente spostarsi verso di lui.
Quando però girò nuovamente la testa in quella direzione la macchia si dileguò come fumo.
Passando poi una sottile lamina di metallo in una macchina essa iniziò a vibrare violentemente.
Lo scienziato iniziò quindi la sua ricerca che lo portò ad individuare la causa di questi fenomeni negli infrasuoni.
Trovato quindi il "colpevole" bisognava soltanto cercare cosa li causasse.
Nel caso del laboratorio era il ventilatore a pale recentemente installato che produceva un'onda sonora di pochi hz (infrasuoni).
L'effetto studiato sull'uomo degli infrasuoni rivela che il cervello reagisce ad essi con macchie nella visione periferica dell'occhio, iper-ventilazione che dà la sensazione di paura e di aria ghiacciata sulla pelle.
Per verificare la sua teoria ha condotto una ricerca in una cella del XIV secolo nota per il suo fantasma, qui ha rilevato che un cartello vibrava emettendo appunto infrasuoni.