Prima della liberazione di Roma, i nazisti compirono una strage di civili come ritorsione per l'uccisione di 33 soldati tedeschi del battaglione Bozen in un attentato in via Rasella portato a compimento dai GAP (Gruppi di azione patriottica) il 23 marzo 1944.
Il colonnello Herbert Kappler, coadiuvato da altri subalterni tra cui il capitano Erich Priebke, si occupò di portare a termine l'operazione.
Furono prelevati prigionieri detenuti nelle celle di via Tasso e del carcere di Regina Coeli, altre persone furono procurate dai comandi fascisti: in tutto furono radunate 335 persone.
Condotte nelle Fosse Ardeatine, furono fatte entrare, una ad una, nelle gallerie.
Venivano fatte inginocchiare a terra ed un soldato germanico puntava un'arma da fuoco dientro la loro nuca, con direzione di tiro verso l'alto, e faceva fuoco. In questo modo la pallottola centrava il cervello e la vittima cadeva sui mucchi di cadaveri che si stavano già formando. Quando tutto fu compiuto, gli accessi alle gallerie furono fatti saltare con cariche esplosive.
Dopo la liberazione di Roma, furono riaperti gli accessi alle cave delle Fosse Ardeatine.
Furono rinvenuti i corpi, ammassati uno sull'altro. I mucchi di cavaderi erano coperti da uno strato di grasso - materiale organico che era fuoriuscito dagli stessi cadaveri.
Alcuni corpi, tuttavia, furono trovati lontani dai mucchi di cadaveri.
Molti di essi erano orrendamente sfigurati: il colpo di arma da fuoco aveva causato la fuoriuscita degli occhi dalle orbite ma la pallottola non aveva provocato l'immediata morte del condannato.
Questi condannati sopravvissuti all'esecuzione, anche se orrendamente sfigurati e con gli occhi fuori dalle orbite, si erano risollevati dal mucchio di cadaveri e - anche se feriti - avevano vanamente tentato di trovare una via d'uscita da quell'incubo, prima che la morte sopraggiungesse.

Morte a Roma. Il massacro delle Fosse Ardeatine Morte a Roma. Il massacro delle Fosse Ardeatine
di Katz Robert

Roma, 24 marzo 1944. Alle Fosse Ardeatine trecentotrentacinque italiani vengono fucilati dai nazisti come rappresaglia per un attacco partigiano contro una colonna militare tedesca in via Rasella. Questo libro è il racconto documentatissimo di quei tragici giorni, una riflessione sulle responsabilità delle alte gerarchie fasciste e del Vaticano, che non intervennero per evitare la strage. Pagine indimenticabili, scandite da un ritmo incalzante, in cui si muovono personaggi come Herbert Kappler, il tenente colonnello della Gestapo principale artefice della strage, il feldmaresciallo Kesselring, capo di stato maggiore tedesco in Italia, e i grandi partigiani come Rosario Bentivegna e Carla Capponi. [ ... ]