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Un'altra possibile chiave di lettura del mito del Dio Dionisio può essere proprio il vampirismo: questo Dio greco, infatti, ne immedesima molti aspetti; sia come descrizioni fisiche sia come comportamenti.
In molte immagini riportateci dalla letteratura esso appare come un giovane di splendido aspetto, forte, affascinante dalla carnagione chiara, i capelli corvini e fluenti; viene descritto con indosso un mantello purpureo: il colore del sangue oltre che del vino.
A tale proposito, dobbiamo altresì ricordare che nell'antica Grecia il connubio sangue vino era molto forte, la vite ed i suoi frutti sono l'attributo di Dioniso e possiamo considerare il vino il sangue della vite.
Il vampiro che estrae il sangue dal collo, alla base della testa, sede del cervello: succhia la conoscenza; il vino con la sua ebbrezza consequenziale porta, secondo alcuni, all’illuminazione e ad una nuova conoscenza. Secondo alcune credenze infatti l'ebbrezza è un segno di possessione divina.
Nel mito del Dio Dioniso egli è trigenito (colui che nasce tre volte), pare che neppure le armi dei suoi nemici abbiano potuto ucciderlo, anche qui si notano parecchie similitudini con l'attuale o gotica tradizione vampirica.
Dioniso è il Dio straniero il dio vagabondo sempre cacciato e bandito, il Dio degli eccessi, che spinge i suoi seguaci a consumare sangue a sbranare capretti o altri animali, alla follia, all'omicidio, al suicidio.
E' anche il Dio della fertilità in positivo ed in negativo egli dona all'uomo ma può anche creare vampiri secondo altre raffigurazioni.
Dioniso circondato dal sangue della vite e dal sangue umano, follia e vita, forse è stato questa una delle prime figure mitologiche aderenti a quello che oggi consideriamo il vampiro.
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