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Il 16 agosto 2003 nel King Faisal Specialist Hospital di Gedda (Arabia Saudita) muore Idi Amin Dada, ex presidente-dittatore dell'Uganda. Aveva fatto parte del corpo d'élite “Fucilieri africani di Sua Maestà” durante la dominazione coloniale inglese. Negli anni successivi alla fine del regime coloniale, fu sostenuto politicamente dalla Gran Bretagna sino a quando non destituì, nel 1971, il presidente Milton Obote.
Governò sino al 1979 quando le truppe della Tanzania, che Amin aveva deciso di invadere, non raggiunsero Kampala, la capitale dell'Uganda, costringendo il dittatore all'esilio.
Intrattenne stretti rapporti con i più importanti leader arabi dell'epoca. Durante la sua dittatura ottenne aiuti e sostegno dalla Libia di Gheddafi e con molta probabilità offrì sostegno e campi di addestramento ai gruppi terroristici palestinesi.
Durante il suo esilio, si trasferì prima in Libia ospite di Gheddafi, poi in Iraq ospite di Saddam Hussein ed infine in Arabia Saudita, sempre sostenuto ed appoggiato dai leader arabi.
Si distinse per la crudeltà con cui esercitò il potere in Uganda: durante i suoi anni di governo, furono massacrati circa 300.000 oppositori.
Su di lui si raccontano particolari agghiaccianti. Henry Kyemba, che era stato suo segretario e ministro della sanità prima di lasciare l'Uganda di Amin e rifugiarsi in esilio all'estero, racconta che Amin conservava in frigo i crani dei suoi nemici e ne gettava i corpi nel lago Vittoria affinché fossero mangiati dai coccodrilli. Il particolare più orripilante è che, a quanto sembra, occasionalmente, mangiava le carni dei suoi oppositori.
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