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Nel marasma di tanti revival il punk-rock britannico si risolleva dalla crisi appoggiandosi all'ala meno violenta ma pił inquietante del movimento, quella rappresentata dal "dark-punk": canto attonito e sconnesso in secondo piano rispetto ala ritmica molto presente, sound cavernoso, cadenze apocalittiche, chitarre distorte che stridono in sottofondo, elettricita` stagnante, tensione e angoscia. Ancora una volta il tema di fondo e` la "noia" dell'esistere, che assume ora sembianze gotiche per effetto di piu` efferate pulsioni suicide.
Ad iniziare il filone sono i Banshees di Siouxsie Sioux e le X-Ray Spex di Poly Styrene (Marion Elliot). Loro impongono uno stile che Stranglers e Joy Division perfezionano, che i Cure elevano a filosofia e che i Public Image consacrano a ideologia: ritmi disco-mutanti, tessuti armonici scarni, melodie oscure dominate dal basso, vocals dai colori freddi.
Il dark punk esprime cio` che si nasconde sotto la maschera cinica arrabbiata del kid: il terrore. La violenza e` un mezzo per nascondere il terrore che la societa` ispira loro, il terrore del futuro, il terrore della loro stessa vita. Dall'apologia della rabbia punk si passa alla celebrazione delle nevrosi, delle paranoie, delle paure, dell'adolescente. E` una transizione che corrisponde a quella dal pubblico al privato, compiuta da una generazione che in pochissimi mesi aveva bruciato tutte le proprie istanze pseudo-filosofiche. Emergono allora le vere ragioni del disagio esistenziale: l'incomunicabilita` nei confronti del resto della societa`, la claustrofobia della vita in citta`, il bisogno di un'apocalisse catartica, il collasso nervoso che ruba quotidianamente un po' di entusiasmo nel futuro. E` da questo stato d'animo depresso che ha origine il sound cupo e ossessivo del dopo-punk.
A partire dal 1978 si susseguono ondate su ondate di complessi influenzati dalla tetrade del dark-punk. In maniera sempre piu` esibizionista e auto-indulgente, chitarre ed elettronica sostengono un suono freddo e inespressivo, sovente melodicamente nullo, che da` l'impressione del collasso armonico totale.
I migliori della seconda ondata sono i Bauhaus e i Killing Joke, che trasportano quel suono infernale nel contesto della discoteca alternativa. Con loro tanti altri abbracciano lo stesso cliche'. I Comsat Angels, i Theatre of Hate, gli Spear Of Destiny, i Passions di Barbara Gogan, i Gene Loves Jezebel, gli Alien Sex Fiend, gli Sex Gang Children sono tutti complessi alla ricerca di una identita` che li sollevi dalla stanca noia del genere. I piu` importanti di questa generazione sono i Sisters Of Mercy, gli In The Nursery, i Death In June. I Cult e i Red Lorry Yellow Lorry sono i piu` commerciali.
Sulle orme dei Virgin Prunes spuntano diversi complessi teatrali e demoniaci, esponenti del "gothic punk", una delle tante mutazioni del glam-punk. Il loro rifugio e` il locale Batcave, la loro religione sono i rituali macabri. Fra i farseschi protagonisti di questa versione provinciale dell'horror-shock si contano i Flesh For Lulu (Restless, 1983; Death Shall Come, 1984), i Rose Of Avalanche (epigoni dei Sisters Of Mercy in L.A. Rain, 1985), i Balaam And The Angel, sempre piu` pop e heavy metal sulle tracce dei Cult (World Of Light, 1985; Love Me, 1985; Day And Night, 1985), gli Specimen.
Nonostante alcune visioni indovinate, le atmosfere sinistre ed occulte, tormentate e sataniche del dark-punk sanno troppo spesso di horror-show per famiglie snob, incapaci come sono di interiorizzare il soprannaturale e l'esoterico che sbandierano ai quattro venti.
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