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L’ascolto di questo CD ci trasporta in un est europeo al di là del tempo e dei confini ai quali siamo abituati. Non si parla più di stati slavi o baltici, lingua cirillica… Solo definizioni moderne… Molto prima di esse est europeo significa trovarsi in una terra magica, ricca di storia e suggestioni. E’ una terra così vicina a noi eppure anche così lontana e diversa da noi. E’ come immaginare una di quelle favole ancestrali e a lieto fine presenti proprio nella tradizione di questi paesi. Sono favole che fanno riflettere perché il lieto fine è come un premio da conquistare; non tutto è facile ma i protagonisti devono affrontare molte difficoltà prima della fine.
Ecco cosa ci comunica questo secondo album delle Fleur, Olga Pulatova e Elena Voyranowskaya. Entrambe cantano e le loro voci si alternano, canzone dopo canzone, a dare un tocco prima malinconico, poi vitale. Delle melodie a volte eteree, altre quasi sofferenti e fisiche, sempre suonate e cantate con una tecnica perfetta. Le Fleur non possono essere racchiuse in una stretta definizione. Questo CD non è solo neo-folk, non è solo ethereal. Nessuna delle loro canzoni è prevedibile: non potrebbe esserlo. Le Fleur ci fanno guardare, di nascosto, appena, appena, dentro uno spiraglio per noi completamente nuovo, un mondo femminile maturo di emozioni e con una forte tradizione alle spalle. Inoltre i loro testi in russo e senza alcuna rima riescono a renderci ancora più inquieti, ci lasciano in attesa, quasi in ansia, di cosa verrà dopo, del loro prossimo e sicuro successo.
Fehrazin
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