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Mezzoretta di industrial-core come Dio comanda.
Le atmosfere sono quelle tecnodecadenti del cyberpunk figlio di william
gibson, reso con realismo e senza sbrodolature fastidiosamente
pseudointellettuali: le chitarre ronzano come la statica di un televisore
sintonizzato su un canale morto, la drum machine scandisce semplice come un
martello su un'incudine, mentre melodie semplici e una voce raschiante ci si
infilano nelle orecchie per rimanerci per un po'.
La title song, che mi è proprio piaciuta e che sto pensando di infilare
sull'autoradio, è presente in tre versioni differenti tra le quali una dal
ph decisamente acido.
In definiva un bel disco da una band italiana che si può adattare a palati
disparati e che un'acquisto, secondo me, se lo merita.
Nau
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