A poco meno di un anno di distanza dal promo Sleeping black eyes, gli Etoile Noire firmano il loro album d’ esordio. La band, più in forma che mai, si presenta al grane pubblico con un suono di matrice rock, ma intriso di umori dark, che lambisce insieme i territori più scoscesi del punk e quelli più atmosferici del gothic, complici incalzanti riff chitarristici che colpiscono decisi, una batteria selvaggia , un basso dinamitardo e una voce rabbiosa ma anche estremamente avvolgente all’ occorrenza. Una policromia che mescola gli ingredienti con sapienza, mantenendosi in mezzo con gusto e facendosi l’ asso nella manica di questo interessante progetto.
Lo slancio propulsivo, tipico del trio, attraversa i nove episodi, a partire dall’ opener song che convoglia le irruente energie dei suoi protagonisti, per finire con una rivisitazione della stessa in chiave electro dall’ appeal danzabile che si incunea sottopelle, efficace tonico per i muscoli.
In particolare, riserva attraenti sorprese la parte centrale del CD. Il nervosismo aspro di “Ascension” dà la stura a una serie di brani dalla tracimante frenesia ritmica: dal punk slabbrato ed abrasivo di “Sleeping black eyes” alla sferragliante corsa sulle sei corde di “Melt”, un pezzo uscito dalle fucine del rock anni ’70.
Diverse, invece, le atmosfere dipinte da “Eyelids covering mirrors” e “Fort of sand”, divagazioni meditative nelle quali prende corpo una vena sottilmente decadente, che esalta il lato più poetico della band. La voce sinuosa conferisce alle note un tocco sporco quanto sensuale.
La duttilità espressiva permette, dunque, agli Etoile Noire di creare un sound dall’ impatto fragoroso, ma allo stesso tempo dalle straordinarie risorse melodiche.
Nessuna categoria di appartenenza stretta, ma solo della buona musica, che si ascolta con piacere, che emoziona e che comunica nella maniera più diretta ed intensa possibile.


Per contatti: www.etoilenoire.net