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Le gesta dei “magnifici cinque” da Pistoia proseguono con un nuovo lavoro che consegna al pubblico ancora purissime gemme di metal dalle roboanti propensioni heavy.
Impeto furibondo su un andamento ritmico originale e battagliero che scatena la più pura energia metallica e abrasiva: questa la loro proposta. La grandezza di questo demo sta nel suo essere un blocco unico e pesante che vi schiaccerà inesorabilmente sotto la sua forza devastante. Mi mancavano riff di chitarra così taglienti e pesanti! Il sound dei SavinGraces è travolgente e granitico come da tanto non mi capitava di ascoltare. Bella anche la prova vocale del dotato singer Claudio Biagini, che ringhia ferocemente dal primo all’ultimo pezzo: i suoi vocalizzi aggressivi trascinano per il bavero un death metal sferzato dalla sua infaticabile ugola roca.
Apre il CD un pezzo robusto e veloce, l’ indemoniata Trapped in liberty, in cui le chitarre creano un tappeto sonoro davvero notevole, dove la batteria martella irosamente, dando vita ad una furiosa cavalcata che picchia sul cuore. Altrettanto bellicosa si rivela Little Secrets, la successiva song, che dopo un incedere lento e solenne dominato dalla tastiera che dipinge scenari apocalittici, è tutto un impazzire di chitarre, cui fa da controparte un regime percussivo incessante. Gli epici assoli di tastiera contribuiscono a rendere il ritmo incalzante e nello stesso tempo gli conferiscono un tono inquietante, come nella migliore tradizione della musica oscura. L’ ultimo brano Scent of God napalm presenta un tristissimo arpeggio di chitarra su cui si innestano note di piano che gelano il sangue e creano un clima ansiogeno, scandito dal tambureggiare ossessivo del batterista. Ma ecco subito una scalata chitarristica che interviene a sporcare saggiamente il tutto con le sue storture. E’ questa una lunga suite che merita senz’ altro di essere ricordata, e per lo splendido testo, credibile e ben amalgamato alle melodie, e per la capacità, che la band dimostra, di non perdere colpi anche su un brano di lunga durata, mantenendo anzi sempre altissima la tensione. Da questo punto è notevole la soluzione tecnica che alterna la voce di Biagini, che vomita odio ad un canto prolungato ad opera di Andrea Bacchi, che spezza di quando in quando questa spirale di dolore, distendendo l’ atmosfera.
Ho ascoltato l’ album più e più volte e ad ogni ascolto ho avuto modo di scoprire un elemento sempre nuovo fino ad arrivare ad una certezza: i SavinGraces non svaniranno. Perché? Perché sono tra i pochi veri custodi della fiamma del metal. Sarebbe un peccato che una band così originale ed ispirata rimanesse sepolta nella nicchia dell’ underground. Segnatevi questo nome. Mi sa che ne sentiremo ancora parlare molto!
Per contatti: klaustik@hotmail.com
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