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Sorpresa positivissima quella dei Cadaveric Crematorium! Grindcore intelligente, ottimamente suonato, capace di guardare al futuro pur in un’ottica “conservatrice” ma anche di sfoggiare un’ironia che a troppi manca. Il gruppo si colloca a metà fra la scuola ipertecnica di Suffocation e Cryptopsy e la genuina perdita delle staffe che tanto grandi ha reso i gruppi Relapse: a tratti sembra di ascoltare outtakes di ‘Kill Trend Suicide’ tanto è intenso e “modulato” il flusso di rumore messo in piedi dal gruppo. Limitandoci a segnalare ‘Incredible Hulk’ e ‘Love In Formaline’ come esempi delle due correnti che animano i Cadaveric Crematorium, la prima per la gutturale esplosione di violenza e la seconda come esempio di scrittura applicata alla brutalità, consigliamo ai grindheads di approcciare il gruppo al più presto, visto che il futuro potrebbe riservare sorprese interessantissime.
Voto: 7,5 - Teo Segale


Clicca per ingrandire Haternal webzine
La scena italiana si sta ormai espandendo in tutti i diversi generi contenuti nella musica metal: dopo gli innumerevoli gruppi black, classic, gothic più o meno validi ecco che anche la scena brutal e grind, sulla scia di Antropofagus, Bastard saints, Nefas e molti altri, ci propone una grande quantità di bands, alcune decisamente interessanti come i Bresciani (Brescia è una delle roccaforti del Death in tutte le sue sfaccettature) Cadaveric Crematorium, già autori di un promo cd e ora di un secondo contenente 8 brani più due bonus tracks, recenti vincitori di una delle finali dell' Headbanging contest svoltosi all' indians' saloon di Milano e ciò dimostra anche come il brutal e il death in generale si stiano facendo valere. Il cd si apre con "Incredible Hulk" che mi ricorda molto( e questo non può essere altro che un complimento) gli americani Brodequin, segue poi la più ragionata "Butcher?" che deve qualcosa ai Suffocation che tra l'altro sembrano essere una delle bands preferite dal combo di Rovato; "Cry now...." prosegue su questa linea per tutta la sua durata alternando parti più veloci ad altre molto cadenzate che mettono in risalto le buone capacità tecniche del gruppo, buona soprattutto l'estensione vocale del cantante che passa facilmente da parti growl a parti gridate tipiche del grind e che, nel pezzo "Emorragia" canta pure in italiano; va notata inoltre la vena divertente della band che in "Your cat", pezzo più grindcore dell' album, ci propone come intermezzo la sigla del famoso telefilm "A-team". Non c'è dubbio che i nostri abbiano davanti a loro un futuro roseo se continuano su questa strada anche non si può non far notare che, come in gran parte delle bands brutal e grind, è difficile trovare qualcosa di veramente innovativo nella musica proposta; bravi comunque e continuate così.
Voto 7/10 - Filthy Pig


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Devastante e convincente questo primo album dei bresciani CADAVERIC CREMATORIUM, attivi sin dal 1997 in territori brutal grindeath.
Non è solo la rabbia incontrollata che guida il gruppo, cosa che ad un primo ascolto potrebbe lecitamente venire in mente, ma anche una certa "ricerca" di un suono personalizzato e il più coinvolgente possibile. Per fare un esempio in "Butcher ?" si sente una certa influenza del death metal made in Florida, in "Cerebral Liquefaction" la prima parte è debitrice ai primissimi Napalm Death, "Emorragia" ha una bella parte in italiano, alla "Carcass", "Your Cat" ha un riff hardcore e al centro un passaggio della sigla di "A-Team" e così via..
Non è assolutamente possibile che questo Cry Now, Motherfucker ! sia il classico disco di brutal death con le canzoni tutte uguali perchè non è vero, in più mi sembra che il gruppo sia stato molto attento anche ad altri aspetti extramusicali, quali ad esempio la grafica ed il booklet stesso, semplici ma d'impatto.
L'unico consiglio che mi sento di dare alla band è di dare più risalto al lavoro di batteria, specialmente alla cassa nelle parti più lente, per il resto ci siamo.
Voto 7/10


Clicca per ingrandire ROCKITALIA
Intro
Secondo demo della band bresciana Cadaveric Crematorium,combo dedito ad un brutale (non era difficile?) death-grind. Dopo Bastard Saints,Nefas e i più famosi Natron,ecco dunque che la scena italiana si fa carico anche di questi ferocissimi Cadaveric Crematorium,discepoli e cultori di Nile e Skinless
Recensione
Il brutal-grind non ha vie di mezzo.O piace o viene letteralmente rifiutato.
Chi ama le devastanti linee dei gruppi qui sopra citati,non potrà non dare almeno un ascolto a questi cinque bresciani.
Di nuovo c'è la fusione con le straripanti e allucinanti linee vocali dei Bastard Saints.L'alternanza fra voce guttutale e versi (perché si tratta di versi) posati su scale musicali vicine al limite umano (vicine anche agli ultrasuoni),rendono il prodotto meno monocorde e scontato.
Ecco dunque che le ceneri dei Nile di In the Beginning,affiorano dall'antico Egitto per gettarsi sulle linee di Cry Now,Motherfucker.
Ed è cosi che nascono Butcher,Your cat,Emorragia,songs che mantengono decisamente alto il nome del brutal,in tutte le sue forme e sfacettature.Ovviamente,anche con i testi in bella vista,non sono riuscito a capire una parola che sia una,ma questo è il meno.
Pensate che i Nile cantano alcun pezzi in egiziano?
Simpatico il gioco di parole delle due bonus track:Cannibal Cops e Hannibal Corpse,in omaggio alla madre di tutti i mali: i Cannibal Corpse di Chris Barnes,che con "Butchered at Birth" diedero inizio alla devastazione terrena.
In attesa del primo vero cd,scaldate il vostro inverno con questo demo d'ottima fattura.
Voto : Ottimo


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Amo l'Italia, amo il mio paese... ed amo il suo underground musicale. Attenzione ai Cadaveric Crematorium! Attenzione!!! Mi ero occupato di loro tempo fa, questo è il loro primo full-lenght e di progressi ne hanno fatti parecchi! Da un po' di tempo non ascoltavo qualcosa di così fottutamente trascinante e devastante da parte di una band italiana; gli estimatori della musica estrema avranno pane per i loro denti, ovvero quanto di più criptico ed intransigente esista nell'ambito del brutal death core; dovete veramente ascoltarla questa devastante grindata. Questa band non ha bisogno di riempirsi di borchie, pentacoli e crocettine rovesciate per essere cattivi... perchè cattivi lo sono e basta! E'incredibile come questi giovanissimi ragazzi acqua e sapone riescano a vomitare tanta violenza con una così naturale genuinità. Sia chiaro che di gruppi come i Cadaveric Crematorium in Italia ce ne sono a centinaia, ma loro hanno quel qualcosa in più che li fa emergere dall'affollato calderone underground. E'un vero peccato che, ancora una volta, la registrazione non sia delle migliori; peccato che ci sia poca enfasi sui bassi che non permette di apprezzare a fondo le compatte e furenti bordate di doppia cassa, ma l'anno scorso ho avuto l'occasione di vederli dal vivo (un doveroso ringraziamento a quel vecchio marpione di Gigi, leader dei Mind Snare nonchè attento talent scout) e vi assicuro che il batterista è uno dei migliori, se non il migliore, in circolazione in Italia nell'ambito del metal estremo: non è solo il classico metronomo che non sgarra di un nanosecondo, ma è anche dotato di una eccezionale dinamica, di una naturale fluidità e di una compattezza monolitica che crea quel wall of sound indispensabile per una band estrema! Comunque non tutti i mali vengono per nuocere: la registrazione troppo cristallina permette di apprezzare a pieno l'immenso lavoro delle chitarre, due affilatissimi bisturi guidati dalle mani di due esperti chirurghi; totale assenza di melodia e complicate soluzioni unite ad una tecnica sovrumana mi fanno pensare che i Cryptopsy abbiano trovato dei degni rivali! Oltre ad essere cattivi e pesanti come macigni riescono ad essere anche divertenti e scanzonati... sono veramente spassosi l'inserimento in un bridge del motivo del famoso serial televisivo "A-Team" e della Radetzky March seguita dal rumore di un cranio spappolato! Sul loro sound tipicamente americano pervade lo spettro degli immensi Suffocation, ma pur non avendo inventato nulla di nuovo i Cadaveric Crematorium non cadono mai nello scontato e nella trappola della ricerca dell'originale a tutti i costi (...ma poi scusate cosa c'è di male nell'essere coerenti? I Motorhead non fanno da 25 anni la stessa roba?); inoltre hanno dimostrato che anche con scarsi mezzi economici si possa realizzare un prodotto naturalmente genuino di un impatto e di una brutalità letale. Spero che qualche etichetta si accorga di questa band; spero che qualcuno abbia il coraggio di investire su di loro, di metterli sotto contratto, permettergli di registrare in uno studio professionale e produrli come si deve. I miei più sinceri auguri!!!
Voto: 9 - Paolo Ambrosino


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Demo del mese
I c.c. sono uno di quei gruppi che nn fai in tempo ad inserire il cd nel lettore e gia ti saltano alla gola per azzannarti.
Grind core di razza, di quello crudo e diretto, che nn lascia spazio all’immaginazione: tempi sparati, che denotano comunque una certa ricerca e varieta’ ritmica di fondo ( sentite “love in formaline” , devastante coi suoi cambi di tempo e le sue accelerazioni improvvise ) , delle qualita’ tecniche di ottimo livello che garantiscono una pulizia di esecuzione e un’ottima resa ( e nn e’ qualita’ da tutti in questo genere ) , dei riff quadrati e assassini che nn lasciano scampo.
Hanno stoffa i c.c. e lo dimostrano in pieno andando a pescare a piene mani dalla tradizione grind degli ultimi anni e nn disdegnano qualche divagazione ed inserti fuori dai canoni, che rendono ancora piu interessanti e dinamici i brani.
Sicuramente uno dei migliori demo del genere ascoltati da un bel po di tempo a questa parte: un gruppo che nn sfigurerebbe assolutamente nel gia nutrito roster della RELAPSE.
Fatevi sotto , ce n’e’ per tutti.


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Album d'esordio per questi quattro bresciani dalle idee ben chiare. Dopo il primo e più canonico demo omonimo del '99, ecco il primo full lenght, intitolato "Cry now motherfucker!" (e mai nome fu più azzeccato). Lasciando parzialmente la strada segnata dai Cannibal corpse che tanto aveva influenzato il loro primo (fantastico) demo, questo album si eleva a maggiore qualità, sia stilistica che di registrazione. Willy e soci sembrano aver trovato la retta via tra brutalità, tecnica e dinamicità, senza ovviamente trascurare quella vena ironica che caratterizza il brutal più estremo. La perizia esecutiva, le esplosioni isteriche e schizofreniche, ma anche i ritmi andanti canonici e immortali del death ci possono far pensare a questo album come ad un connubio perfetto tra Suffocation, Cryptopsy e Cannibal corpse. Il tutto seguendo un proprio stile ben definito (che chi segue la band da qualche tempo non farà fatica ad inquadrare), e cercando sempre nuove soluzioni come l'hardcoreggiante "Your cat" o l'imprevedibile "Butcher?". Insomma un album che accontenterà sia i conservatori più intransigenti in quanto fa male, molto male, dall'inizio alla fine, ma strizza anche l'occhio all'innovazione tipica dei gruppi Relapse. C'è anche spazio per un brano in Italiano, "Emorragia", che pur ottima, fa il suo strano effetto e per due bonus tracks pseudo grind demenziali e spassosissime (Cannibal cops e Hannibal corpse). Un'ultima nota infine sul suono (considerando che è un autoproduzione), molto buono e "colorato", in cui ogni strumento trova il suo ruolo, mai in primo piano ma parte essenziale di uno schiacciasassi inarrestabile. Album da avere e gruppo da seguire con grande attenzione. Assolutamente! STAY BRUTAL!
Voto: 8 - Manuel Marini