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Antonius Rex è l’ altro progetto magico-musicale di Antonio Bartoccetti (vedi Jacula), una delle migliori incarnazioni della scena progressive italiana. Seconda tappa del suo curriculum, Anno Demoni esce nel 1979. Si tratta di una raccolta di brani inediti composti e registrati tra il 1972 e il 1979, nei quali Antonius sviluppa un affascinante discorso esoterico, mirando a descrivere l’ Ineffabile e a trasmettere un messaggio che funga da segnavia, ma senza pretese didascaliche, per chiunque si trovi nel dubbio.
Anno Demoni è un album di musica oscura e sepolcrale, dai colori scuri, che scatena gli incubi e fa rivivere antichi spiriti. Qualcosa di grande, di terribile e di indefinitamente soprannaturale emana dalle composizioni: il mistero le circonda e le serra tutte. Un vapore di leggenda e di arcana poesia avviluppa nelle sue magiche spire, mentre per l’ etere ondeggiano melopee lente, tristi, fisse in un ritmo inalterato, quasi fossero frammenti di inni appartenuti a liturgie immemorabili. La cadenza sempre uguale persiste con la sua continuità esasperante, si distende come un canto religioso dal ritmo uniforme , che piano piano conduce l’ iniziato attraverso luoghi spettrali, popolati da demoni, streghe e invisibili forze occulte. Tutti i suoni notturni orchestrati in paurosa armonia evocano un’ immaginario orrorifico: spiriti dalle aeree lingue, fluide creature malefiche in agguato al limitare degli antri, danze di streghe nel cuore della foresta al suono delle malvagie musiche del Sabba…Se ne ricava una sensazione di inquietudine, che affiora nelle voci, nei gemiti e nei sospiri e alla fine si viene rapiti in un gorgo di morbosa ossessività. Alta, sovrana e implacabile scorre la melodia fatale, dando luogo ad una crudele ambivalenza emotiva: si acuiscono i lunghi sussulti dell’ angoscia e nello stesso tempo cresce un sentimento di mistica potenza, urge un desiderio di elevazione e al contempo di perdizione. Calcando il piede sulla soglia funebre di questo tempio stregato, si assaporano i forti liquori del peccato, si contempla l’ algida bellezza della Morte e ci si perde ne Regno dell’ Ignoto.
Tutto cospira a creare uno scenario buio e macabro, dove anche il minimo spiraglio di luce è bandito: mentre l’ organo di chiesa di Tiring trasporta in una dimensione sacrale, la voce di Antonius sprigiona un carisma segreto. Un organo cupissimo svolge l’ ufficio di iniziarci a questo misterioso mondo. Un freddo vento soffia nella stanza, risuonando come un lugubre avvertimento. Gelidi brividi di terrore corrono lungo la schiena . Un drumming battente e un piano che stende lunghe ombre glorificano l’ incipit di questa oscura fatica : è “Gloriae Manus”. Il successivo “Jacula the witch” vede poggiare su una melodia tipicamente anni ’70 la voce soave della Norton, tra un frullio di uccelli e un tintinnio di sonagli pendenti, che danno la sensazione di essere in un bosco incantato. Sempre su questa scia si muove “Soul Satan”, dove sono le sonorità elettriche a farla da padrone. “Missanigra”, celebrazione di un sinistro rituale porta innanzi agli occhi dell’ ascoltatore una teoria di infauste apparizioni, venerate con culto ctonio . Infine, “Ego sum qui sum”. Una sola parola è sufficiente a descriverlo: spaventoso! Un crescendo che sgorga al fondo della notte traligna da uno ieratico silenzio ad una corrotta sinfonia pagana.
Per quelli che hanno fatto professione di fede nell’ Oscurità, ecco le chiavi per accedere alla nera teosofia di Antonius Rex.
info@antoniusrex.com
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