Ne e' passato di tempo dal " crestfallen ep" di questa geniale splendida band inglese dalle evoluzioni continue di stile da un album all'altro che non hanno pero' mai snaturato il suono tipico del gruppo.
Le nebbie grevi pesantissime di " silent enigma" , il viaggio interiore caleidoscopico di " eternità" , l'introversione ermetica e minimale di " alternative 4" ...una spirale discendente che sembrava davvero inarrestabile ed invece…invece con questo album sembra intravedersi un piccolo bagliore di luce alla fine di un tunnel durato dieci anni…e' un buon giorno per uscire…si..ma non per dissolversi..per cambiare identita' e ricominciare quella ricerca interna/esterna verso qualcosa di non ben definito ma che possa alleviare l'angoscia…ci sono numerosi fantasmi che soi agitano in questo cd…e basta sentire l'opener "pressure" e la seguente " release " per capire l'umore della band….c'e' sempre una grande malinconia…ma stavolta resta sullo sfondo di un bellissimo elettr-dark fortemente madido di depeche mode e di elettronica anni 80..
Un suono indubbiamente piu rilassato e rilassante…elettroacustico e a tratti quasi pinkfloydiano ( band alla quale gli anatema non hanno mai fatto mistero di ispirarsi e si sente..)…che si muove sinuoso quasi a volervi massaggiare il collo…salvo poi farvi trovare disperatamente malinconici stesi sul freddo pavimento….di quella malinconia dolce che quais scalda…e che non vorreste andasse via mai.