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Nihilist cocktails for calypso inferno è uno degli album più sinceri degli ultimi tempi.
Dietro un titolo così bislacco, un personaggio romano assolutamente fuori dal comune rispondente al nome di Simone Salvatori, anima, cuore e cervello dello Spiritual Front project.
Salvatori è un cantore dalla gola sempre secca, sempre bisognosa di essere bagnata da abbondanti sorsate di alcool ad alta gradazione.
Trasgressive e liberatorie, porno e oscene, amorali e fottutamente ciniche, le sue canzoni raccontano senza vincoli o censure, con il deliberato scopo di apparire brutali, eccessive e provocatorie, ma mai per il gusto di stupire puro e semplice.
Una scrittura asciutta, priva di qualsiasi maquillage stilistico, e un umorismo freddo: questo garantisce alla sua musica l' immediatezza di una presa diretta in cui passano umori e furori; e anche la sua aria di diario di un naufrago volontario, pieno di episodi che sono brogliacci per raccontare la caduta delle regole di un ben ordinato e rispettabile sistema capace di far inorridire per quanto è marcio, non appena se ne sollevi la crosta.
Salvatori dà voce proprio a questo mondo nascosto sotto il rassicurante velo delle apparenze: la sottocultura urbana, quella dei sobborghi popolati di puttane , miserabili ed emarginati.
Sconsacrando con le sue bestemmie sonore una tradizione che ha fatto per secoli del poeta il gran cerimoniere del cuore e dell' anima, il giovane cantante romano si pone come un anti-poeta che celebra la grande metropoli moderna e con essa le forme del quotidiano, del sordido, dell' abbietto e del vizioso.
Coerentemente con quest' ottica, allora, "l'amore è la sublimazione della violenza" intesa come nuova forma di libertà, esperienza catartica, dissolvimento dell' io, estradizione da sé stessi e la religione "un bastardo fantasma …per codardi", una specie di pietà alla saccarina usata da chi è debole e non sa porre se stesso come scopo, non si appartiene e può solo essere mezzo.
Il primo cocktail che Spiritual Front ci serve è una ballata malinconica di folk noir.
"Collapsing perfect promise" invece è la canzone successiva che evoca, sull' onda della precedente, uno scenario apocalittico sfuggente e senza speranza.
Il canto sommesso, lento e malinconico emesso dall' ugola cupamente gutturale di Salvatori esibisce tra le corde vocali una viziosità malata.
La solitudine interiore si caglia ora in ferocia ora in indifferenza. Il senso di disperata desolazione continua ad accrescersi acuito dall' organetto in "A long summer for the dog of Satan" e diventa parossistico nella serrata "We could fail again" di indole marziale, ottenuta tramite l' uso del più classico degli strumenti in queste circostanze: il tamburo.
Rallenta di nuovo il ritmo "Her favourite confidential destroyer", lenta come un valzer sotto la pioggia che cade e introdotta da un' estratto sonoro d' epoca.
Ma il dannato suono delle tastiere in "The shortest story of the coward and the holy bitch" riporta ad atmosfere claustrofobiche e opprimenti.
Nei vari "Useless" che intervallano il CD, Salvatori fa piroettare le sue visioni allucinate in esperimenti noise e scabri interstizi industrial in cui il riff di chitarra viene messo al servizio di folli soliloqui con la bottiglia.
Il ritmo si spezza e urta, aspira a liberarsi dalla proporzioni e dalla simmetria , mentre la chitarra tortura e viola l' armonia. Seguono una manciata di brani assai interessanti da un punto di vista tecnico: "La petite heroine", giocata sulle modulazioni intimiste del violino; "Velvet worm taverna", ironicamente ludica con malefiche risate che si rincorrono sul filo di un angosciato vocalizzo accresciuto dalla calma del recitativo; e "Cocktail n.3" e "Cocktail n. 4", bizzarro pop con una venatura sempre un po' amara.
Ecco un album davvero onesto scritto con la passione dell' istinto, con il sorriso amaro di chi ha fatto del crollo dei valori il suo unico vessillo, e con la consapevolezza di chi ha scelto irrimediabilmente una vita che si spinge all' estremo, senza nessuna morale, nessuna religione, nessuna regola imposta e senza pretendere di insegnare niente a nessuno.
Per contatti: spiritualfront@yahoo.com
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