|
|
[ Torna a pagina: 1 » ]
Si è infine fatto riferimento anche ad oggetti che potrebbero indurre controvoglia i soggetti a patire il volere del demonio. Tuttavia la cura solitamente consigliata per la risoluzione di questi casi… era un bell’esorcismo.
Le streghe spesso (o quantomeno la maggior parte di queste) erano effettivamente eretiche, miscredenti e sacrileghe agli occhi della chiesa e nei suoi confronti, solo che alla luce delle nostre attuali conoscenze parleremmo piuttosto di "paranoia mistica" , di "psicosi schizofrenica " e di "nevrosi coatta " tutte cose che, ovviamente, afferiscono più alla psicopatologia che all'etica.
Anche volendosi accontentare di muoversi a livello di storia della psichiatria e della medicina, si possono rilevare nelle tante demonologie dell'epoca, così come dai verbali dei processi, esempi e descrizioni "cliniche" di non poche psicopatologie di origine, presumibilmente, sessuale. Il Malleus Maleficarum, così come la Demonomanie del Bodin, il Discours execrable del Boguet, il Tableau de l'inconstance des mauvais anges del De L' Ancre, il Disquisitionum magicarum libri sex di Del Rio, sono altrettante miniere d'oro per leggere in chiave "psicopatologica" le "devianze" delle streghe e le "nevrosi" degli inquisitori.
I comportamenti clinici di queste patologie sono infatti perfettamente riconoscibili in numerosissime testimonianze, puntualmente riportate negli annali dei processi, e doviziosamente descritte con una precisione e un acutezza di osservazione che talvolta mancano persino ai più moderni esercenti delle professioni mediche ma quando si entra nel campo dell'isteria, dell'epilessia, delle nevrosi depressive, dei deliri ossessivi, dell'alcolismo, delle tare demenziali ereditarie, delle neuropatie ad eziologia tossica (alimentare e farmacologica) , allora la consistenza stessa del fenomeno si impone con forza propria in termini squisitamente psichiatrici.
Tutte queste forme della malattia mentale sono perfettamente riconosciute dagli stessi Autori del Malleus, solo che vengono dichiarate effetti dell'eresia e non loro causa.
In merito alla natura farmacologica è in particolare da ricordare che molte delle supposte streghe (e a volte anche i loro figli, soprattutto se femmine), appartenevano per lo più alle classi popolari ed erano di solito vedove, prostitute, levatrici ed herbarie. Queste ultime facevano spesso uso di composti a base di alcaloidi, in un tempo in cui decotti ed infusi a base di piante usati dall'empirico sapere tradizionale delle guaritrici risultavano non meno efficaci e sicure di medicine e medici; data per certa e abituale la pratica dell'unzione prima del volo, si può ipotizzare in numerosi casi una tossicomania per l'uso ripetuto di farmaci psicoanalettici o psicodislettici.
Nuovamente: se di certo non si può far afferire la totalità dei comportamenti a queste casistiche, sicuramente occorre tenere in conto nell’esaminare questo fenomeno duraturo e complesso anche di queste casistiche che hanno avuto una loro rilevanza ed un inoppugnabile presenza.
A titolo di cronaca ricordiamo che le ipotesi minime di processi per eresia parlano di circa 110.000 processi e 50.000 esecuzioni. Pur considerando che a numerosi archivi sono stati dati alle fiamme nel corso dei secoli, facendo perdere materiale di studio prezioso. Di questi processi l'80% degli accusati era di sesso femminile, e solamente in Estonia (60%), Russia (68%) e Islanda (90%) vi fu una predominanza maschile.
Fra le cause estranee alla medicina ricordiamo inoltre, a differenza di quanto si creda comunemente, che durante il medioevo le persecuzioni sono rivolte soprattutto contro gli eretici (Catari, Valdesi, o Albigesi). Comunque "fedi altre" accusate di concubinaggio con il diavolo. La Chiesa Cattolica pensava che Catari derivasse da Catus, gatto, adoratori del gatto/Satana. È solo a partire dall'età moderna (dopo lo scoperta delle Americhe, nel momento in qui nasce l'Umanesimo e in cui la stampa appare) che incomincia questa persecuzione che alcuni non esitano a definire sessista (probabilmente l'unica del genere nella storia) e altri hanno voluto chiamare genocidio od olocausto.
Altro dato potenzialmente interessante si ricava se si considera il fatto che, alla stessa epoca, due corporazioni lavorative stanno per avere un ruolo economico importante, quella dei medici e quella dei chierici, si capisce che le donne, che fino alla fine del medioevo godevano di una libertà (in particolar modo relativamente all'esercizio di una professione) più grande di quanto si sia voluto notare, vengano minacciate di eventuali persecuzioni, convincendole così a ritirarsi tra le mura domestiche e a rinunciare ad ogni tipo di attività all'infuori della cura della casa.
Non mancarono d’altro canto medici come il medico del Duca di Clèves, J. Wier, che furono tanto impressionati da alcuni casi cui assistirono da indurlo a scrivere quello che è stato definito il primo manuale di psichiatria e cioè il De praestigis demonum, in cui sconfessava la natura demoniaca dei mali inducendolo a rovesciare la posizione tradizionale della Cultura dei suoi tempi nei confronti della relazione follia-eresia. Per lungo tempo questo trattato ebbe ampia diffusione fino al 1563, il periodo dell'inizio della più terribile delle ondate persecutorie quando l'opera del medico tedesco, che chiedeva cure cliniche al posto dei roghi, sarà bandita come la più perniciosa delle astuzie sataniche.
Mentre il calvinista Daneau e il cattolico Bodin riuscivano a rovinare la carriera e la reputazione di Wier, la sua opera faceva proseliti ed inseriva nella cultura europea il dubbio che la stregoneria altro non fosse che il frutto della fantasia malata di individui: «bisognosi - a detta di Pietro d'Abano, Agostino Nifo e Michel de Montaigne - più dell'elleboro che del fuoco».
Sempre a titolo di croanca ricordiamo qui peraltro come i roghi non fossero ordinati né demandati all’autorità ecclesiastica ma una conseguenza dei processi civili e penali, che vedevano nel giudizio ecclesiastico solo una parte delle basi necessarie al giudizio. A quei tempi infatti l’eresia, poiché turbava l’ordine sociale basato sull’idea dell’unità nazionale corroborata dall’unità dogmatica (siamo ancora prima del protestantesimo), era a tutti gli effetti un reato civile. La natura della condanna (il rogo) faceva invece riferimento per lo più ad alcuni versetti del Vangelo di Giovanni (15,6) nel quale si dice che: "chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi viene raccolto per essere gettato via e bruciato". È su questo passo che si giustifica il rogo, con l'appoggio della Bibbia dove si cita "non lascerai vivere mago".
Tra i tanti che denigrarono il medico tedesco ricordiamo che ci fu chi, acutamente, fece notare che l’omogeneità indicata all’inizio di questo articolo delle tipologie visionarie delle streghe facessero pensare piu’ ad un’unica induzione esterna più che a patologie mentali, perche’ se di ciò si fosse trattato allora ogni strega avrebbe dovuto avere una sua personale visione o allucinazione e non tutte la stessa.
L'unica risposta a questa obiezione (come già abbiamo premesso all'inizio) è quella di complementare l'ipotesi della follia con quella della tortura e dell'uso delle droghe allucinogene, e, in altre parole, di giustificare l'omogeneità delle descrizioni del sabba e del volo notturno attribuendole in parte a ragioni di ordine culturale (il mito contadino della fertilità) , giuridiche (la stereotipia dei procedimenti inquisitori), dottrinario (la mitologia cristiana dell'angelo ribelle) e psicologico (l’endemicità di alcuni disturbi mentali ad origine psicogena oppure organica e farmacologica: l'uso ripetuto di erbe "medicinali" contenenti alcaloidi ad effetto psico-dislettico o psicoanalettico).
Se questo non basta a dare una spiegazione intera del fenomeno può comunque servire a fornire un quadro più completo ed esaustivo in cui collocare un fenomeno dibattuto, che non ci sentiamo di etichettare con sufficienza, anche date le gravi conseguenze che ha avuto e di cui qui abbiamo in larga parte accennato.
|
|
|
|