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Carlo Magno individuò una nuova forma di organizzazione per garantire l'amministrazione del suo impero: affidò il governo dei vari territori ai suoi fedeli compagni d'armi ed alle istituzioni religiose che ivi sorgevano (abbazie, conventi, vescovadi).
Così il principio che guidò la scelta dei signori cui affidare i feudi fu quello della Gefolgschaft (dal verbo tedesco "folgen", "seguire"), ossia il particolare rapporto che esisteva tra un guerriero di stirpe germanica ed il suo capo, fondato su valori quali lealtà, fedeltà, dedizione. In tal modo nasceva il feudalesimo. Il potere sul territorio - ossia l'amministrazione della giustizia ed il controllo militare del territorio - veniva esercitato dal feudatario legato da un rapporto di Gefolgschaft con il proprio signore.
Tali originarie famiglie di guerrieri cui era stato concesso un feudo, si distinsero dalla popolazione che viveva sul territorio di cui erano signori non soltanto per il loro tenore di vita, ma perché appartenenti ad un differente gruppo etnico con lingua, usi e costumi propri. Tali famiglie, cui fu affidato l'immenso territorio del Sacro Romano Impero, rappresentano i punti da cui nascono i vari rami delle famiglie europee di vecchia nobiltà.
Vivevano spesso in castelli di solito situati al centro dei territori amministrati. Controllavano militarmente le terre che erano state ad esse affidate. Amministravano la giustizia in modo del tutto indipendente, tuttavia erano tenuti alla dedizione al loro signore.
Ogni vassallo poteva affidare parti del territorio che amministrava ad uomini del proprio seguito, garantendosi così la loro dedizione e fedeltà in una struttura gerarchica di vassallaggio che trovava il proprio apice nella figura dell'imperatore.
I feudatari avevano il compito di assicurare entrate al loro signore e di dotarsi di un gruppo di guerrieri da inviare al proprio signore in caso di guerra. Il feudatario stesso si dotava di costose armature, di un seguito di uomini e di cavalcature che gli permettessero di affrontare uno scontro con cavalieri nemici.
Carlo Magno suddivise il proprio impero in 350 contee. I territori di confine presero il nome di "marche". Nominò così i grandi vassalli - conti, marchesi e vescovi. Essi affidarono parte dei territori che governavano a valvassori e questi ultimi infeudarono le terre che amministravano affidandole a valvassini.
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