Nel 373 A.C. durante la notte vi fu uno spaventoso terremoto che annientò la città di Helike. Questa tragedia potrebbe aver contribuito al nascere della leggenda di Atlantide: la città di Helike però pareva sfuggire sempre ad ogni ricerca da parte degli scenziati, proprio come Atlantide.
Helike infatti pareva essere stata spazzata via da una gigantesca onda anomala creatasi a seguito del sisma nel golfo di Corinto.
Per lungo tempo l'unica "prova" della sua esistenza era una moneta raffigurante il volto del Dio Poseidone e sul lato opposto un tridente con delfini.
La città di Helike infatti era dedicata al Dio Poseidone, il signore dei mari e dei terremoti. Nel 1973 furono eseguite diverse carotature nel golfo di Corinto, alla ricerca di frammenti che dessero qualche indizio sulla possibile localizzazione della città perduta.
Si dovette arrivare al 1988 anno in cui, grazie all'intuizione di due scienziati, la città di Helike non venne più cercata sotto la superficie delle acque del golfo di Corinto ma: sulla terra ferma.
L'intuizione fu la traduzione del termine "poros" che in greco significa non soltanto mare ma anche quantitativo di acqua, quindi si poteva effettivamente pensare ad un'onda che avesse ricoperto Helike creando successivamente una laguna.
Ancora però si avevano dei dubbi: certo la cresta montuosa sulla piana di fronte a Corinto sulla sponda opposta del golfo, durante i movimenti tellurici tende a salire a a far sprofondare la piana, certo le distanze riportate dagli storici del tempo pongono proprio in quella piana la città di Helike; ma non vi è alcuna laguna.
Inoltre chi dubitava fortemente di questa teoria era perchè per ricoprire la città di Helike in modo definitivo sotto ad uno specchio d'acqua bisognava che fosse costruita in un avvallamento notevole.
Si esaminò allora un altro fenomeno, possibile durante le violente scosse telluriche, in alcune zone: la liquefazione. Questo fenomeno fa si che l'acqua contenuta nel terreno venga "strizzata" fuori ed avendo intriso la superficie faccia sprofondare gli edifici. Nel 1991 iniziarono le prime carotature nella piana e venne ritrovato un frammento di ceramica. Si iniziarono quindi gli scavi.
A soli due metri di profondità vennero ritrovate delle rovine... di un insediamento romano! I due scienziati però non si diedero per vinti.
Uno studio della composizione del terreno rivelò che vi erano dei gusci di microscopici gamberetti, che vivono in acqua marina, quindi la teoria dell'onda anomala era rispettata. Mentre si stavano per iniziare gli scavi la zona fu scossa da una violenta scossa tellurica, che presentò anche fenomeni di liquefazione, certo di portata ed intensità irrisoria confronto a quello che doveva aver fatto sprofondare Helike.
Era un'ulteriore conferma che tali fenomeni non erano sconosciuti in quella zona.
Finalmente nel 2001 vennero ritrovati altri reperti, alcuni risalenti perfino all'età del bronzo, ma fra essi anche diverse ceramiche nero lucido tipiche dell'epoca greco classica ed una moneta. L'effige del Dio Apollo e sull'altro lato una colomba: una moneta di Helike.
La città è stata ritrovata.
Abbiamo quindi una città del periodo greco classico, fiorente che venne annientata da uno sconvolgimento naturale nel giro di una sola notte.
Nulla ne restava, nessun superstite, nessuna rovina soltanto una laguna, che poi grazie all'apporto dei detriti da parte dei fiumi si riempie fino a creare una piana, sulla quale già i romani tornarono ad edificare, ignorando che sotto di loro vi era la città di Helike.
Sono molte le somiglianze con il mito di Atlantide ed anche una piccola ulteriore curiosità: Altantide sorgeva oltre le colonne d'Ercole, vero. In prossimità della città di Helike vi è la grotta dove la leggenda poneva l'esistenza di un famoso oracolo chiamato Eracle: Ercole.