Questa è una forma "idealizzata" dell'antropofagia, spesso una diretta discendente del fenomeno magico/rituale; diretta, nella maggioranza dei casi, ad un'appropriazione delle caratteristiche positive dell'essere di cui ci si ciba.
Per alcune popolazioni caraibiche esiste l'usanza di bere disciolte in un liquido le ceneri o le ossa dei propri nemici.
In questo gruppo possiamo riunire anche l'eucarestia cristiana che simboleggia l'atto di bere il sangue di Cristo e cibarsi del suo corpo mediante un "rituale" celebrato dal sacerdote.


Invito alla lettura:

  • Cannibalismo e antropofagia. Uomini e animali, vittime e carnefici
    di Tartabini Angelo, Mursia, 1997
    Cannibalismo: fu Cristoforo Colombo a coniare il termine per primo, anche se mai nessuno riuscì a dimostrare che le tribù autoctone, a cui l'esploratore genovese faceva riferimento, fossero realmente cannibali. Anche se i greci e i romani già ne conoscevano l'esistenza, anche se gli aztechi prima, e i Tupinamba poi, probabilmente praticavano il cannibalismo, oggi, ci si può ritenere soffisfatti delle spiegazioni scientifiche che sono state date al fenomeno? Al di là di tutto è solo il confronto uomo-animale che per l'autore può aiutare a svelare gli aspetti più complessi del fenomeno.


  • Il cannibalismo, di Monferdini Laura, ed. Xenia, 1999, coll. "I tascabili"