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Alcuni tratti del vampiro melanconico o della sua vittima rinviano all’«allucinata costellazione psicologica dell’acedia», descritta dai Padri della Chiesa già nel Medieoevo.
Il sentimento di odioamore, di repulsione attrazione della vittima per il vampiro (ma la vittima è il doppio del vampiro melanconico); il suo dispetto e la sua irritazione nei confronti dei familiari o degli amici che intendono proteggerla e salvarla; il senso di abbandono e d’impotenza che manifesta davanti agli eventi e alle persone; il costante sentirsi proiettata e destinata alla rovina; la sonnolenza e lo stupore paralizzanti che bloccano e inibiscono qualsiasi azione o reazione e che conducono alla confusione tra sogno e «realtà»; l’irrequietezza; il parlare senza senso che sfocia spesso in delirio (si pensi, ad esempio, a Sanda e ad Egor nella Signorina Cbristina di Eliade); lo sguardo fisso e lontano: tutti questi elementi sembrano modellati — con significative riplasmazioni — sui caratteri propri del cenobita colpito da acedia, tristitia, aedium vitae, desidia 18 11 vampiro e la sua vittima vivono in luoghi angusti, chiusi, solitari e anchequesto motivo ci riporta alla chiusura e all’isolamento degli uomini religiosiche vivevano nei conventi.
Si ricordi come anche per i romantici le vittime predestinate erano spesso religiosi.
Altri caratteri del vampiro letterario sembrano modellati su concezionidella melanconia elaborate in epoca rinascimentale.
È sufficiente fare un ulteriore riferimento alla tradizione melanconica inglese, che è poi quella che maggiormente ha concorso a modellare l’eroe fatale e il vampiro melanconico diascendenza byroniana.
Jacques Ferrand osserva che gli individui in preda amalinconia erotica si presentano con corpi magri ed estenuati «sia perchémangiano e bevono poco, che per la corruzione della digestione provocata dal ritiro degli spinti e del calore naturale dallo stomaco al cervello» 19 ll vampiro magro della letteratura (e del cinema) e lo jettatore macilento assomigliano forse più a tipi melanconici del Rinascimento che non a personaggi delle tradizioni popolari.
L’eroe maledetto e fatale di Byron si collega alla tradizione dell’eroe satanico .e dallo sguardo irresistibile che va da Tasso a Marino, da Milton a Schiller,da Radciffe a Lewis È stato ricordato come gli uomini fatali romantici abbiano qualcosa deipersonaggi di Shakespeare, di figure come re Giovanni, Cassio, Riccardo 21.
ll teatro elisabettiano e quello di Shakespeare «costituiscono un emporio tipologico vastissimo con precisi riferimenti alla dottrina umorale.
Amleto pallido evestito di nero può essere assunto come il prototipo del melanconico che è ingenere magro, pensoso, solitario, lento nel camminare, ostinato, indeciso,avido, scontento» . teatro elisabettiano costruisce quel «clima melanconico» che ritorna, in maniera esasperata, nelle opere dei romantici.
Gli autoriromantici hanno dato al vampiro anche gli abiti neri, lo hanno vestito alla loromaniera, ereditata dalla tradizione melanconica inglese. Il dandy finisce colsovrapporre la propria immagine a quella del vampiro.
Come Byron, Poe, Swinburne e Baudelaire, anche il vampiro veste sempre di nero.
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