Era perfino chiamata "consunzione" nei tempi passati, la tubercolosi infatti provoca una debilitazione progressiva del corpo i malati colpiti dal morbo diventavano sempre pił deboli e con frequenti crisi notture dovute al liquido ed al sangue che riempiva loro i polmoni.
I malati quindi si agitavano nel sonno, faticando a respirare e con una notevole sudorazione; si destavano affannati e tossendo sangue e con del sangue rappreso agli angoli della bocca.
Altra cosa "strana" contagiavano pił frequentemente i loro cari, mentre anche chi veniva a a contatto con le lenzuola dei malati o con i suoi abiti non aveva alcun danno, neppure mangiando con le medesime posate si rischiava il contagio.
Vi erano poi anche altri sintomi "sospetti" il malato perdeva peso, era inappetente come se il cibo lo disgustasse e non provasse pił lo stimolo della fame.
Il malato lettaralmente annegava nel proprio sangue.
Le condizioni di vita dei paesini e villaggi poveri della campagna erano ambiente fertile per questa malattia che, completamente invisibile, attaccava le vie aeree quindi negli ambienti chiusi e ristretti in cui si stipavano i contadini il batterio si trasmetteva nell'aria chiusa e viziata.
Bastava poi la semplice inalazione delle microscopiche goccioline di secrezione bronchiale che i malati emettevano respirando per contagiare, anche semplicemente parlando.
Il malato di tisi era debole, molto frequentemente erano donne il loro pallore era quasi uno stendardo di questa malattia che non di rado portava all'accusa di vampirismo.
Era quasi impossibile scovare il vampiro, esso si diffondeva semplicemente nell'aria, invisibile all'occhio umano ed alla conoscenza medica dei borghi rurali pił remoti ed intrisi di superstizioni.