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Anche alla corte dei re di Francia il sangue veniva utilizzato come rimedio dai medici.
Esso non era soltanto l'ingrediente di necromanti e fattucchiere per le loro pozioni stregate ma veniva considerato, proprio in virtù della sua "sacralità", anche un rimedio per la medicina del tempo.
"Il sangue nella sua forma più comune... non passò di moda come ingrediente in medicina e nella magia. [...]"
Nel 1483, per esempio, Luigi XI di Francia era moribondo. ‘Peggiorava di giorno in giorno, e le medicine non gli giovavano affatto, benché fossero di una strana natura; infatti egli sperava ardentemente di rimettersi col sangue umano che veniva tolto a certi bambini e che egli trangugiava’" (R. Tannahill, Flesh and Blood, New York 1975).
Con questo non arriviamo a dire che Luigi XI fosse un vampiro... ma se dovessimo stilare un elenco, considerando vampiri tutti coloro che hanno bevuto sangue umano, ne farebbe parte.
Come già si è avuto modo di vedere anche nel caso del re di Francia il sangue "favorito" per il recupero della salute era quello dei bambini.
La ragione oltre a quella più ovvia cioè del sangue "giovane e puro" vi è anche quella meno "nobile" e più legata alle condizioni sociali del tempo: vi erano moltissimi orfani o comunque molte famiglie più che disposte dietro compenso a cedere i propri figli, per vincere la povertà.
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