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Nel 1655 la Gran Bretagna fu colpita da una spaventosa epidemia di peste che causò la morte di circa 150.000 persone.
Uno dei sintomi più frequenti di questa malattia è il sonno profondo, che colpiva i malati facendoli sprofondare in una sorta di sonno catalettico.
Normalmente era in uso prelevare i cadaveri durante la notte, questo faceva sì che fosse assai probabile lo scambiare un malato catalettico con un defunto.
Molti malati, infatti, vennero scambiati per morti e sepolti vivi, senza contare che a quei tempi non vi erano particolari formalità per l'inumazione.
Questi fatti servirono da base per la successiva credenza che i morti potessero ritornare dalle proprie tombe.
Vi erano anche stati casi nei quali alla ricerca di cibo il non-morto si fosse cibato dei propri compagni di sventura veramente morti.
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