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Nella civiltà dell'antico Egitto, il gatto era assurto a livello di divinità. Era venerato per la sua propensione alla caccia dei roditori che infestavano i granai ed in quanto animale da compagnia.
Il suo fascino nasceva dalla sua somiglianza con i feroci cugini felini (leoni, ghepardi e leopardi), dalla fierezza con la quale preservava la sua indipendenza ma anche perché capace di conquistarsi gesti di affetto e di tenerezza.
I gatti quindi erano considerati sacri ed attorno a loro o alle loro immagini si svolgevano riti religiosi, danze e riti sessuali.
Questo culto, anche se meno sentito, venne mutuato anche dall'Impero Romano e mentre il gatto continuava a vivere pacificamente, attorno ad esso si scatenavano gli istinti più brutali dell'essere umano.
Con l'avvento del cristianesimo i "gattofili" venivano guardati con sospetto. Venne persino stabilita una relazione fra i gatti e satana, quindi i gatti passarono dal rango di divinità a quello di demoni minori. Da qui a farli passare per gli alleati, complici, confidenti delle streghe, il passo non era lungo.
In Inghilterra i gatti e altri presunti demoni al servizio delle streghe vennero spesso esibiti come prove d'accusa nei processi del XVII secolo con l'effetto di attirare sospetti sulle persone molto attaccate ai loro animali domestici.
Oltre alle accuse dettate soltanto da gelosie o asti personali, consideriamo anche questa situazione: una donna sola o uomo, che abbia come unica compagnia un animale, è portato a parlaci ed a considerarlo quasi come un membro di una ipotetica famiglia. In un periodo in cui gli animali erano considerati o carne da macello oppure esseri fondamentalmente inutili, questo atteggiamento nei confronti di alcuni animali faceva nascere timori e sospetti: nella migliore delle ipotesi, la persona veniva considerata quantomeno "bizzarra"; nella peggiore delle ipotesi, finiva al rogo poiché ritenuta una strega. Del resto non si era ancora sviluppata la coscienza del legame profondo che può stabilirsi fra esseri umani ed animali.
Durante la caccia alle streghe, le donne sospettate di praticare la stregoneria venivano torturate e messe al rogo ma anche i gatti venivano arsi vivi.
Tuttavia i gatti non erano gli unici animali che attiravano le attenzioni dell'Inquisizione: furetti, merli, gufi, civette, rospi e rane venivano ugualmente ritenuti validi alleati delle streghe.
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