|
|
L’uso di portare addosso o di tenere in casa degli oggetti a cui si attribuisce il «potere» di proteggere dal male o di recare fortuna appare tanto antico quanto oggigiorno parecchio diffuso. Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) racconta che alcuni portavano una mosca viva in un fazzoletto al fine di scongiurare una malattia agli occhi (cfr. Naturalis Historia xxviii,25-29).
Vi sono due categorie di "oggetti": gli amuleti ed i talismani. A volte tali categorie vengono confuse o questi nomi vengono usati come sinonimi l'uno dell'altro. Generalmente si tende ad identitificate come Amuleto un oggetto dalla foruma classicamente riconsciuta come un corno, un ferro di cavallo ecc. ed ha una funzione prettamente difensiva.
Al Talismano invece è data una connotazione più attiva, razionalizzata e specifica in quanto dovrebbe servire ad influenzare gli altri.
Nel suo interno la categoria dei Talismani ha diverse suddivisioni alcune di esse sono basate sulla materia prima dello stesso (zoologico, vegetale, minerale), altre sulla loro funzione (terapeutica, protettiva, energetica, ecc.).
Fra i Talismani più famosi ricordiamo il "talismano di Iside" ed il "talismano divino" detto "Schemhanphora".
I talismani hanno la prerogativa, nella maggioranza dei casi, di dover essere "attivati" dalla magia, quindi pososno essere acquistati da un mago o una strega oppure essere prodotti e attivati da chi possiede questo potere.
Spesso li si ritrova nelle famosissime televendite dei tele-stregoni.
Per la fede il gesto di attribuire ad un oggetto dei poteri ha il solo significato di superstizione.
La Chiesa, al contrario (Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 1674-1676 e 21129-21132), approva e incoraggia l’uso di sacre immagini e di oggetti di devozione, che a volte i suoi ministri benedicono. L'uso di queste immagini dovrebbe essere quello di stimolare nel credente non già l'idolatria dell'immagine ma l'invito alla preghiera.
|
|
|
|