Sono chiamati Arcani Maggiori o Segreti Maggiori le ventidue carte del mazzo dei tarocchi che riportano una figura e non soltanto il numero ed il seme.
Queste carte la cui nascita e diffusione è brevemente decritta nell'articolo "Significato ed origini dei Tarocchi", sono spesso utilizzate quale strumento divinatorio o per la meditazione.
Sono state illustrate da celebri pittori o da contemporanei grandi disegnatori.
Agli inizi del quattrocento appare nelle corti italiane il gioco di carte conosciuto come ludus trionphorum o naibi, successivamente chiamato Tarocchi, sovente condannato con decreti di proibizione e sermoni.
Fra questi ricordiamo il Sermone "De ludo cum Aliis" (Anonimo, 1480, Ferrara) da cui si ricavano informazioni importanti sulla configurazione del gioco in quel periodo, e le infuocate prediche di S. Bernardino da Siena.
Nel XVIII secolo in concomitanza conil fiorire di studi esoterici e magici lo studioso Court de Gebelin giunse a dire che il mazzo dei tarocchi altro non era che il "Libro di Toth". Un compendio, insomma, di tutto lo scibile; consultato già dai sacerdoti egizi.