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Rassegna stampa:

Forbidden Siren

di Alessandra C.
da "LA STAMPA WEB"
3 febbraio 2004





C'era una notte buia e tempestosa del lontano 1992 quando il videogame “Alone in the dark” irruppe nel mondo dell’intrattenimento ludico elettronico.
Il processore Pentium esisteva solo nei racconti di fantascienza e i pixel erano grandi come chicchi di grano, ma le animazioni, le atmosfere, l’assoluta libertà di movimento di “Alone in The dark” gli assicurarono il titolo di padre indiscusso di tutti i survival horror.

Da quella notte passarono quattro anni prima che Jill Valentine facesse rabbrividire praticamente tutti i possessori della neonata console PlayStation. “Resident Evil”, il cui titolo originale era “Bio Hazard”, fu partorito dalla geniale e assai perversa fantasia del game-designer nipponico Shinji Mikami e segnò la svolta. Il gioco era terrorizzante. Gli zombi orrendi. Non possedere nell’inventario il rullo della macchina da scrivere, diventato simbolo comune di salvezza nell’immaginario collettivo, significava, per il giocatore, scivolare nell’angoscia.

Per lunghe stagioni videoludiche la saga di Capcom non conobbe rivali, fino al 1999 quando la rivale Konami presentò “Silent Hill”.
“Silent Hill” si rivelò un’altra pietra miliare posata sulla strada dei survival horror. Il titolo rinnegava gli standard dell’epoca per crearne di completamente nuovi. La lentezza impregnava ogni suo singolo frame. Il paesaggio era avvolto nella nebbia, una foschia che entrava nelle ossa. Paura!
“Alone in the dark”, “Resident Evil” e “Silent Hill” e i loro cloni si trasformarono in saghe di successo. La reiterazione appiattì lo scenario dei servival horror.

Inserendo il DVD di presentazione di “Forbidden Siren”, tutto mi sarei aspettata tranne che di spaventarmi. I filmati video delle sessioni di gioco lasciano senza respiro. La grafica foto-realistica, gli effetti sonori da brivido, i primi piani dei personaggi spaventati, sono orrore puro. Un terrore sottile, intriso di spirito giapponese. Un immaginario più che apprezzato anche in occidente visti gli incassi di “The Ring”.

L’innovazione più terribile, la nuova pietra sulla strada dei survival horror, posata da “Forbidden Siren” è la funzione “sight-jack”, ruba sguardo. Ovvero la capacità dei personaggi di sfruttare il punto di vista di altri personaggi o, peggio ancora, dei nemici nelle immediate vicinanze. Tale opzione ha un piccolo inconveniente, chi la sfrutta resta immobile come una statua di sale.

“Forbidden Siren” è uno dei videogame più attesi del 2004, la versione PAL è prevista per marzo, per il momento gustatevi le immagini.

di Alessandra C.