Al giorno d'oggi il cinema e la televisione sono sicuramente i mezzi di comunicazione più efficaci per le informazioni o per le immagini. Certo questi mezzi di comunicazione non potevano trascurare la magia. Già nel XIX secolo è stato girato il film "Il laboratorio di Mefistofele".
La curiosità verso questo tema ha influenzato molti registi di inizio secolo XX e possiamo trovare film come "The Witch of Salem" del 1913 e "A Witch of Salem Town" del 1915, chiari referimenti a quanto accadde nella cittadina di Salem, nel New England.
In questo luogo infatti nel 1869, trascorsi pochi anni dalla fondazione delle colonie puritane inglesi, 19 donne vennero accusate di stregoneria e giustiziate.
Uno dei film che entusiasma i critici di oggi ma che lasciò interdetti quelli dell'epoca, fu "Haexan" diretto dal regista danese Bejamin Christensen nel 1922.
Un vero affresco della stregoneria che porta come sottotitolo "La stregoneria atraverso i secoli". Si tratta infatti di un mix fra documentario e dramma. Si parte dall'antico Egitto fino al XX secolo, e si muove attraverso le prime superstizioni medioevali che condussero donne innocenti ad essere torturate e condannate a morte.
Sucessivamente, attraverso un'analisi clinica, Christensen, regista ed attore, afferma che malattie psichiche come isterismo ed epilessia siano paragonabili agli stessi atteggiamenti che una volta portavano donne sventurate alla condanna.
Nel film si descrive la storia di una povera popolana accusata di stregoneria e per questo condannata da un frate inquisitore alla tortura.
Questo film fu censurato per i temi trattati quali: atti sacrileghi compiuti da monache e preti, prime apparizioni di nudo.
Lo stesso regista appare nelle vesti di Satana Tentatore con una lunga lingua serpentina.
Una pellicola moderna ed assai conosciuta è "The Blair Witch Project" del 2000 (la casa produtrice si è fatta chiamare Haxan) ed ha molti punti in comune con il film precedentemente trattato.
Questo film si ispira alla leggenda americana che in un bosco del Maryland esista una strega.
Tre giovani decidono di girare un documentario che esamini il bosco in questione e riporti le testimonianze di chi dichiara di aver assistito a fatti inspiegabili o addirittura visto la strega.
Persi nel bosco per la testardaggine dell'ideatrice del viaggio, vengono, durante la notte, perseguitati da messaggi di morte da parte della strega.
La conclusione caotica del film, sempre ripreso attraverso la claustrofobica visione di una piccola videocamera, mostra il modo in cui la strega uccideva le proprie vittime.
Il grande entusiasmo che ha suscitato questo film sta nel fatto che questa storia appare come realistica, plausibile, anzichè una creazione cinematografica.
Un'altra pellicola influenzata dal danese Christiansen fu "La passione di Giovanna d'Arco" di Carl Theodor Dreyer del 1928.
Qui si narra la storia della pulzella d'OrLèans che venne condannata al rogo sotto la falsa accusa di stregoneria.
Ovviamente il motivo di tale condanna fu esclusivamente politico in quanto ella aiutò il re di Francia Carlo VII a salire al trono durante la Guerra dei Cento Anni.
Fatta prigioniera dai Borgognoni, antagonisti del re, fu consegnata agli inglesi che la arsero viva sul rogo nel 1431.
Proprio la scena della tortura ricorda da vicino quella del film di Christiansen, in cui la condannata è costretta ad affermare il falso.
Un altro film che ha riscosso un certo successo è "Le streghe di Eastwick", con Jack Nicolson nei panni di Satana e
Michelle Pfeiffer, Cher e Susan Sarandon nei panni di tre streghe che dimostreranno come, in quanto donne, ne sanno una più del Diavolo!
Le streghe più famose per i bambini sono certamente la strega di "Biancaneve ed i sette nani" che porge la mela alla principessa, dopo essersi trasformata da splendida regina in orrida megera.
La Maga Magò di "La spada nella roccia" pronta ad affrontare un duello di magia con il Mago Merlino difensore di Artù.
Amelia la perfida rivale di Zio Paperone che tenta in ogni modo di rubare il preziosissimo primo "cent" in modo da poter, con questo talismano, diventare la strega più potente del mondo.
Queste figure sono disegnate in modo da corrispondere nel modo più "classico" all'immaginario collettivo di strega: la bellissima regina che si trasforma in una vecchia perfida e ributtante, la strega bruttina che può diventare una donna affascinante se lo desidera, Amelia che vive con un corvo, il simbolo della notte, in una caverna piena di filtri e pozioni.
Se in tutti questi personaggi esiste la perfidia, pare che la palma di tale caratteristica vada alla strega di Biancaneve per l'aspetto che accentua tale qualità.
Anche nel "Mago di Oz" compare la figura della strega nella rappresentazione duplice della forza benevola, la Strega Buona del Nord e di quella malvagia, la Strega Cattiva dell'Est.
Non solo nelle favole compare il tema della stregoneria: esso si può trovare anche nei cartoni animati giapponesi.
Uno degli esempi meglio riusciti è "Kiki's delivery service" del regista Hayao Miyazaki, in cui la tredicenne Kiki cavalca una scopa ed è aiutata da un gattino nero di nome Jiji, a compiere il suo apprendistato alla magia.
Sempre nei cartoni giapponesi troviamo la serie televisiva "Bia, sfida la magia" in cui la protagonista vive il proprio apprendistato, in antagonismo con un giudice ed una rivale al trono del regno della magia, come una normale ragazzina.
La visione antipsichiatrica del regista Marco Bellocchio ci offre "La visione del sabba" del 1988: Davide uno psichiatra deve stabilire se Maddalena è in grado di intendere e volere.
La donna ha ucciso un bruto che si masturbava dinnanzi a lei e sostiene di essere una strega dal 1960 in attesa di perdere la verginità.
Sarà proprio Davide che in seguito a sogni e visioni prenderà parte al sabba fino ad unirsi carnalmente alla strega.
Un film che è l'esempio di come si possa trattare questo tema anche senza parlare di torture ed affrontandolo in modo leggero può essere "Ho sposato una strega" del 1942 di René Clair.
In un tempo imprecisato padre e figlia, condannati per stregoneria, vennero arsi vivi.
Il loro spirito però trova rifugio in una quercia dove resteranno racchiusi fino a quando un fulmine non l'abbatte.
I due decidono di affrontare nuovamente la vita ma quando la figlia si innamora iniziano i loro guai, visto che l'innamorato non è altri che un discendente di coloro che li condannarono.
Ma l'amore trionferà: la ragazza rinuncerà ad essere una strega mentre il padre verrà rinchiuso in una bottiglia.
Sullo stesso genere in Italia venne girato il film "Mia moglie è una strega" con Renato Pozzetto e Eleonora Giorgi.
Da poco tempo alla televisione è in programmazione il telefilm "Streghe" che tratta di tre ragazze che si ritrovano streghe buone cui la madre ha lasciato il Libro delle Ombre.
Tale libro è passato attraverso generazioni di streghe.
Di norma veniva lasciato ad un'unica erede mentre in questo caso la madre si vede costretta a dividere il potere.
Il medesimo soggetto fu sfruttato nella serie televisiva "Sabrina" dove una ragazza di sedici anni, scopertasi strega, viene aiutata da un gatto nero parlante di nome Salem.
L'unica spiegazione per cui si può capire per quale ragione questo tema abbia riscosso tanto successo, non solo fra il pubblico ma anche tra produttori e registi, sta nel fatto che siamo attratti da ciò che non comprendiamo.
Tutto ciò che non è scentificamente spiegabile, che ha natura incerta o misteriosa, affascina l'essere umano.
Ciò spiega anche i numerosissimi documentari sulle piramidi, santo Graal o perfino sul pianeta Marte.
Il desiderio dell'uomo è quello di evolversi, di scoprire e tutto ciò che non può essere comprensibile razionalmente diviene quasi un polo di attrazione.