Come in assi infiniti,
cartesian definiti,
s'incurva sinuosa
sen parabol funzione
e s'allontana
dal centro natale
al cui inizio
trova tepore;

in ordinata s'inerpica,
faticosa in salita?
...coordinate dipendono
dalla persona
che della curva
ora diviene
coefficiente
delle sue pene.

Tragedia, disprezzo, difficoltà
trovano culmine in massimo suo.
Come ordinata ne è la tristezza
così ascissa piacere diviene
e in discesa interminabile
l'uom s'avvicina a luce inebriante
e trova candore, stupore e bellezza
sol al momento di finale caduta:
morte che libera d'ogni miseria.

L'uomo che vede
tale andamento,
con occhi spauriti
e pien di sgomento,
si sbaglia di grosso
e stupidamente
in sua interpretazione:
realtà capovolta
scorgono gli occhi,
come pupille
trasmetton girata
la loro visione.

Sotto sopra va messa
la curva cadendo
lontana d'ascissa,
piacer definito.
Il cieco occhio
dell'uomo nuovo
scorger deve
nel minimo d'essa
difficoltà e paura
come bellezza,
e risalir
per le impervie vie
capendo la vita
in sua pienezza
e non rammaricarsi del suo dolore,
del piacere egli è progenitore.

Sicché l'ultimo passo
si fa avanti nell'uomo
per raggiunger l'ascissa,
infinita bellezza.

Il moderno uomo sbaglia guardando
la vita rivolta in lacrime valle,
essa è piacere dovuto a dolore
amarla si deve, nel suo candore.
Amarla conoscer nei piccoli atomi,
studiarla e abbracciarla, di essa siam noi.
L'uomo si sbaglia, è in errore:
cadere io stavo in simil burrone,
ma salvo io sono dal mentale suicidio
grazie a mia amica e compagna ragione.



di TristisMeminis