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Esistono due teorie principali su questo argomento, a parte il fatto che Bram Stoker potrebbe avere inventato anche queste.
1) Come dice l'"Inheritor Vampire Immortal: "...Una casa è pregna dell'aura dell'energia vitale dei suoi abitanti, passati e presenti.
Questo conferisce loro una più grande forza e potere a livello difensivo.
Sicuramente i Vampiri con poteri empatici, ipnotici e altri, come "la Voce", sono ostacolati da questo fatto. Molti luoghi consacrati o santi, sono così forti che tali amorfe capacità sono del tutto nulle. Quando qualcuno invita il Vampiro o un Mago o chiunque possieda tali poteri, si disarmonizza rispetto a questo velo difensivo subcosciente lasciando lui/lei "muoversi" liberamente attraverso questo dominio. Altrimenti nessuno che non fosse gradito potrebbe entrare comodamente.
Ancora, vi è certamente un cerimoniale integrato con tale invito leggendario.
Nel passato, quando gli uomini erano molto più avvezzi alla magia, entrare non invitati era come mettersi in balia delle altrui capacità.
Era il meno il non poter entrare, piuttosto che il rifiutare d'entrare per preservare se stessi.
Questa usanza è diventata così naturale che ancora oggi seguiamo tale regola.
Molte delle stirpi vampiriche sono così sottilmente legate alle forze magiche, ad un livello talmente alto, che noi ne siamo sempre stati grandemente impressionati, per cui, la regola dell'invito è sempre stata considerata una difesa eccellente contro di loro.
In ogni caso sembra essere necessaria una cosciente "verbalizzazione" del cerimoniale per armonizzarsi al dominio benefico specifico ove risuona il velo magico.
I luoghi pubblici non erano armonizzati all'individuo o alle singole famiglie, quindi la regola non poteva esservi applicata.
Ancora, le cattedrali, i Circoli Indiani e altri luoghi sacri, sembrano possedere una risonanza unificata che intorpidisce i sensi fino ad una specie di cecità delle nostre altre capacità sensoriali.
Ciò rende l'individuo ospite nervoso e pigro.
Immaginate d'andare a casa di qualcuno, e che questi vi accechi e vi tappi le orecchie prima di farvi entrare: la sensazione è molto simile perché questi sensi sono comuni a tutti.
Per questo il vampiro non sarebbe mai entrato in simili luoghi ove poteva essere vulnerabile e, in definitiva, debole.
2) Ecco un'altra spiegazione della questione: Gli uomini del tempo erano, per la maggior parte, ignoranti e superstiziosi, ed erano molto più desiderosi d'attaccarsi a qualcosa che avrebbe dato loro un senso di conforto o la capacità di dominare le situazioni.
Quando si trovavano di fronte a persone di più grande arguzia, forza fisica ed intelligenza, con la capacità di entrare nelle loro case e depredarle dei loro averi, questa gente AVEVA BISOGNO di qualcosa che li aiutasse, o che almeno, li FACESSE SENTIRE protetti.
Da cui la leggenda che non invitando il Vampiro in casa, esso non potrà entrare.
Proprio come un bambino che oggi si tiri le coperte sul capo per sentirsi al riparo dall' uomo nero, non conta che egli NON SIA al sicuro, conta solo che egli SI SENTA al sicuro.
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