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- cosa l'ha ispirata per il personaggio di Jean Claude?
Ho sempre pensato che sia scaturito dal mio inconscio e che io mi sia limitata soltanto a farlo uscire e renderlo "reale".
Inizialmente lo avevo pensato spagnolo, quando però ho variato ipotizzandolo francese tutto è diventato più semplice e la sua figura è diventata asoslutamente viva e vivida nella mia mente.
Da piccola, sui sette anni circa, avevo visto un film: Vampire Circus (La regina dei Vampiri in Italia, della Hammer ndr), la figura del primo vampiro del conte che appare nelle prime scene di questo film devono essere state quelle che, essendomi rimaste molto impresse, hanno dato un volto a Jean Claude con i suoi abiti neri la camicia impeccabilmente bianca ed i suoi gioielli. Quando vidi questo personaggio ho pensato: "io lo conosco".
- E' realmente possibile che un vampiro, un master, possa innamorarsi realmente di un mortale, esattamente come tale? (cioè non renderlo vampiro)
Non penso, forse un giovane vampiro potrebbe pensare questo ed innamorarsi di un'umana, un vampiro di centinaia di anni di vita, di esperienze è stato sicuramente cambiato nel proprio rapporto verso gli altri quindi potrebbe cercare di avere una sorta di controllo, di impossibilità di accettare, che la persona da lui amata cambi, invecchi o addirittura possa morire
- Il personaggio di Anita si è notevolmente evoluto dalla sua prima avventura da intransigente osteggiatrice di mostri ad amante di ben due di loro.
Aveva già in mente di farla cedere sin dalle prime avventure o è stata un'evoluzione successiva
No, no. Jean Claude l'affascinava, è vero, ma era un mostro un cadavere animato ho combattutto perchè questo non avvenisse, non era assolutamente pianificato, è una cosa evolutasi in questa direzione.
Jean Claude non era certo il "ragazzo" ideale, io non volevo che Anita amasse i mostri, ma bisogna considerare, io stessa l'ho fatto soltanto ultimamente, la "vicenda" di Anita. Anita ha perduto la madre ed i mostri sono difficili da uccidere, forse proprio questa per Anita è diventata una qualità, vede in loro la possibilità di qualcuno che non possa abbandonarci, lasciarci soli, perchè muore.
- Non è che lei per prima abbia subito il fascino di Jean Claude?
(ride) Si, forse sono stata io stessa affascinata da lui. Probabilmente durante le notti insonni di quando è nata mia figlia lui ne ha approfittato per sedurmi.
- Perchè Anita sceglie Jean Claude per la sua "prima volta" con un essere sovrannaturale?
Diciamo che Richard ha fatto di tutto, in questo libro (Il ballo della morte) per terrorizzare Anita, l'ha respinta e Jean Claude è stato più che felice di approfittarne. Lui voleva sedurla, ne era più che convinto
- Farà mai diventare Anita un vampiro?
Non ci ho pensato ancora. Sicuramente Anita dopo aver scoperto i suoi poteri di necromante li aumenterà notevolmente e quindi vedremo in futuro anche qualcosa di diverso e interessante rispetto ad un vampiro.
C'è da considerare anche che alla sua morte il necromante diventa qualcosa di diverso quindi è tutto da vedere.
- Quanto della sua creatrice c'è in Anita?
Fisicamente mi somiglia, mi serviva che avesse la mia "taglia" in modo da poter "ruolare" le azioni che poi dovevo descrivere, mi sarebbe stato difficile se Anita fosse stata molto più alta. Abbiamo "discendenze" diverse io sono scozzese-irlandese tedesca mentre Anita no ha anche origini spagnole.
Si siamo entrambe cocciute, testarde ed intransigenti ed affrontiamo sempre le situazioni di petto e raramente facciamo uso della diplomazia, se veniamo obbligate a fare qualcosa normalmente facciamo l'esatto contrario di quello che ci è imposto.
Inizialmente la visione sia mia che di Anita era simile e diversa da quella di oggi, siamo entrambe evolute.
Le mie ricerche, le mie interviste a persone che abbiamo vissuto determinate esperienze ci hanno cambiate, hanno variato la visione che avevamo del mondo che ora non è più soltanto in bianco e nero.
- Lei per prima forse, ha ipotizzato che le creature "mannare" non fossero limitate ai soli lupi... ma abbiamo ratti, leopardi, cigni... questo come le è "nato"?
Il folclore nel mondo parla, in diverse culture, di umani che si trasformano in animali non sempre solamente lupi.
Ho una laurea in biologia quindi questo mito mi ha incuriosita e mi stimolava a creare a parlare di questi esseri cercando, proprio per la mia base culturale, di dare loro un carattere affine a quello dell'animale mannaro nel quale si trasformavano,perché penso che ogni animale ha un suo comportamento particolare e quindi credo sia interessante inserire i diversi atteggiamenti animaleschi nei personaggi.
(Intervista svoltasi a Milano il 15.11.05 con Gabrielle, Forest e Silvie)
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