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I pipistrelli sono volatili ma non sono uccelli. Essi sono mammiferi adattati al volo per mezzo di
una trasformazione delle dita delle zampe anteriori ed avendo sviluppato una membrana (il patagio) che unisce le zampe anteriori alle zampe posteriori di ciascun lato del corpo, un po' come alcune specie di scoiattoli volanti. La differenza è che gli scoiattoli volanti non agitano le zampette per tentare di volare ma si limitano a distendere le membrane che uniscono le loro zampe per planare da un albero all'altro.
Il patagio fa sì che il pipistrello venga anche chiamato col termine di chirottero (termine che in greco vuol dire "con la mano alata") anche perché oltre a collegare le zampe anteriori alle zampe posteriori, unisce le dita di ogni zampa anteriore. Ogni dito ha subito una trasformazione nell'evoluzione della specie: si è allungato e si è distanziato dagli altri per permettere al piccolo animale di distendere e tendere il patagio per il volo.
Se i pipistrelli cadono a terra, hanno difficoltà a riprendere il volo. Le loro zampe posteriori non riescono ad assicurare al loro corpo una spinta sufficiente che permetta ad essi di sollevarsi da terra. Per tornare a volare hanno perciò bisogno di lanciarsi nel vuoto. Per tale motivo, qualora si trovi un pipistrello a terra, lo si può raccogliere con cautela usando dei guanti, lo si può sollevare da terra ed infine lasciare che si tuffi nel vuoto: l'animaletto ricomincerà a volare e si allontanerà velocemente scomparendo nella notte.
I pipistrelli non hanno piume. Una delicata peluria ricopre il loro corpo. Non hanno neppure il becco. La loro bocca presenta arcate dentarie come la maggior parte degli altri mammiferi. I loro occhi non vedono da lontano e riescono ad orientarsi solo per mezzo di un raffinato sistema di ecolocalizzazione ad ultrasuoni. Proprio per la necessità di captare le onde di ritorno delle "grida" ad ultrasuoni che essi emettono, i pipistrelli di solito presentano delle orecchie abbastanza grandi che in specie particolari - es. nei pipistrelli orecchioni - possono raggiungere dimensioni considerevoli in rapporto alla lunghezza di ogni singolo individuo.
Il pipistrello di giorno resta in luoghi tranquilli ed appartati ma esce dal suo rifugio al crepuscolo oppure di notte per cercare il proprio nutrimento.
Il pipistrello è viviparo, ossia mette al mondo piccoli già vivi e sviluppati. I piccoli restano appesi al ventre materno e per un paio di mesi dopo la nascita, si nutrono attingendo alle due mammelle della madre.
Nei mesi invernali il pipistrello va in letargo. Resta appeso a testa in giù avvolto nelle sue ali membranose, in caverne o altri luoghi appartati e la sua temperatura si abbassa sino ai 3-4 gradi centigradi.
Anticamente si pensava che il pipistrello avesse qualcosa a che fare con gli esseri magici e demoniaci che nella fantasia popolare popolavano le notti. Si pensava che portassero sfortuna e per questo motivo i contadini li inchiodavano, con le ali aperte, alle porte di ingresso delle abitazioni allo scopo di tenere lontano il malocchio e la malasorte.
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