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Negli ultimi anni vi è stato un ritorno in auge della sanguisuga hirudo medicinalis, che dopo essere stata considerata per decenni un rimedio barbarico che, nell’Ottocento costava alla sola città di Parigi circa mille litri di sangue al giorno dissipati in salassi, la sanguisuga ha avuto la sua rivincita.
L'americano Roy Sawyer, considerato oggi il maggior esperto mondiale, ha creato nel Galles, vicino a Swansea, un allevamento intensivo dell’anellide.
Nel caso di difficoltà che creino un ingorgo di sangue rischioso per la sopravvivenza di tessuti, questo piccolo vampiro si rivela molto utile.
L’intervento della sanguisuga si rivela prezioso non tanto per la quantità di sangue che la sanguisuga (lunga 5-8 centimetri) riesce a succhiare durante il morso, approssimativamente 5 millilitri, ma per il quantitativo che continua a defluire dall’incisione per 6-10 ore dopo il distacco, che arriva a 100-150.
La terapia di salasso tramite sanguisughe sono vecchie di millenni si hanno ritrovamenti di reperti che parlano di salassi durante i quali sono state impiegate le sanguisughe via nel secondo secolo avanti Cristo, ad opera dei greci.
Oggi l’applicazione della sanguisuga hirudo medicinalis su lembi di tessuto reimpiantati facilita dapprima la ripresa della circolazione sanguigna, ed in seguito la cicatrizzazione, operando al tempo stesso un’azione di prevenzione sulla formazione di pericolosi coaguli.
Per questa ragione è particolarmente utile nei casi di chirurgia plastica.
Le sanguisughe hirudo medicinalis sono di notevole aiuto su ogni lembo di tessuto interessato da insufficiente circolazione venosa, proprio come quello appunto presente nel caso di un trapianto.
Sempre più frequentemente si ricorre alle sanguisughe hirudo medicinalis per trattare pazienti affetti da edemi superficiali o da cancrene in stadio anche avanzato.
La sua azione di pompaggio del sangue favorisce il ripristino della circolazione interna stimolando i capillari.
E' sempre da considerare che questo animale nonostante la sua utilità per l'uomo è da esso visto con schifo e disgusto, è quindi compito del medico curante riuscire a vincere la diffidenza del paziente in modo che tale cura sia efficace.
Il morso della sanguisuga è sostanzialmente indolore, principalmente perchè la zona trapiantata non possiede le terminazioni nervose complete per trasmettere il debole dolore del morso ma perchè il piccolo vampiro oltre all'anticoagulante inietta nella "vittima" anche un anestetico ad azione locale.
Nella saliva della sanguisuga c’è un miscuglio di enzimi e di sostanze che svolgono un effetto anticoagulante, antinfiammatorio e analgesico.
Alcune di queste sostanze sono già note, come l’Irudina e l’Eglina C, altre da scoprire, bisogna considerare che la ricerca che studia questo animale si è fermata agli anni ottanta.
L'ultima novità della ricerca della medicina che ha portato l’ Hirudo medicinalis (questo il nome scientifico della mignatta) alla ribalta delle pagine di Nature è il suo possibile uso in una malattia diffusissima sopra i sessant’anni: l'artrosi del ginocchio con le sue cicliche riacutizzazioni infiammatorie (artrite) che danno dolore e difficoltà di movimento.
I ricercatori Michalsen e Dobos, dell’Università di Duisburg-Essen in Germania, hanno testato il salasso con le sanguisughe su alcuni volontari.
Pare che dopo una sola settimana i risultati siano stati veramente incoraggianti, se non spettacolari.
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