A Copenhagen c'è il mare, e l'aria è leggera.
A volte la brezza rinforza e diventa vento e porta nelle sue raffiche nuvoloni, pioggia, spruzzi di neve e ghiaccio. Poi torna il sole e i gabbiani ti sorvolano.
Che pace. Siamo nel centro della città e mancano i rumori maleducati, sostituiti dal ronzìo delle biciclette e dal fitto brusìo dei passanti. Educati e oltremodo cortesi questi danesi, ma poco inclini alla confidenza. Amano le arti figurative, la musica, e tutto ciò che fa cultura. Ed è incredibile come il carattere di questo popolo sia uguale a quello degli antenati Vichinghi, anch'essi così amanti delle cose belle e della natura.
Il bello è trovarsi una caffetteria con le finestre su un canale, il preferito è Nyhavn, bere in una grande tazza caffè rigorosamente non espresso e guardare quello che succede di là del vetro: le barche che passano, la gente, le abitudini degli altri. Magari provare a capirle.
Copenhagen trabocca di cose da fare: i musei sono tutti da vedere, perché sono fatti per coinvolgere i visitatori senza annoiarli; c'è il Tesoro della Corona, con gioielli che sembrano usciti dalle favole di Andersen; c'è la Torre Rotonda, progettata a spirale, che offre il panorama completo della città; la Reale fabbrica di porcellane, che adesso lavora per le monarchie di tutto il mondo, attiva dal 1700; il giardino botanico che vanta una vastissima collezione tropicale. E se proprio siete romantici inguaribili andate fino alla Sirenetta, ma non aspettatevi meraviglie.
Non è città in cui tediarsi. I punti d'interesse sono veramente molti, ma anche il circondario merita attenzione. A mio avviso è piacevole scegliere un percorso ferroviario: viaggiando in treno potrete gustarvi la campagna, il mare, le foreste e raggiungere alcune mete interessanti in poco tempo.
Nel raggio di 50 km dal centro si trova Elsinborg, o Elsinore, dove c'è il castello di Amleto; oppure Frederiksborg, l'ultima residenza dei Reali danesi.
Insomma, non c'è che l'imbarazzo della scelta.
E di sera? Innanzi tutto si cena a salmone, e presto, infatti i ristoranti aprono dalle 18 alle 22 circa. Poi in estate ci sono le gite in battello per i canali, o il Tivoli, il parco di divertimenti del 1843, che non per nulla vanta cinque milioni di
visitatori nei soli mesi estivi.
Un fatto è certo: dopo questo piccolo assaggio di paesi scandinavi rimane la voglia di tornare per conoscerli meglio.

Mina Harker