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Siamo in viaggio dall'alba.
L'ultima tappa è stata Brixen, in Italia, e poi la strada ha cominciato
a salire, sempre più vicina alle Alpi.
Per ore il paesaggio ha offerto solo rocce e neve, ma adesso che valichiamo
il passo si fa discendente, e possiamo intravedere folti boschi d'abeti.
Presto in ogni casa ce ne sarà un ramo decorato, per festeggiare.
E' un sollievo fermarsi ad Innsbruck: siamo proprio stanche.
Certo che un piumone soffice soffice, la cenetta tirolese e il gorgoglìo
del fiume ci fanno riposare così bene che questa mattina siamo di nuovo
entusiaste e ripartiamo.
Finalmente Salzburg!
Comincia ad imbrunire, e nevica, ma le strade del centro scoppiano di
luce e musica, Mozart e Haydin, campanelli, profumi di zucchero e vaniglia,
cioccolato e cannella…
E' bello passeggiare tra la folla, quando, ad un tratto, vediamo in
alto la Fortezza di Hohensalzburg.
Pensiamo al cimitero monumentale di San Pietro: è il momento giusto
per una visita.
Arriviamo all'entrata, ma è già chiuso.
Fortunatamente incontriamo una suora grigia che ci fa entrare, a patto
che si esca insieme al gruppo di turisti che sono già dentro in visita.
Ci affrettiamo, e passato l'arco di pietra vediamo uno spettacolo unico.
Nella notte blu profondo splende ora una falce di luna, velata a tratti
dalle nuvole.
Su di noi incombono le mura a picco della fortezza; la roccia ai cui
piedi sorge il cimitero è appena rischiarata dai lumini accesi nelle
catacombe scavate al suo interno.
Noi, duecento metri più in basso, siamo al buio, nell'ombra della cappella
gotica, di cui vediamo solo i profili neri stagliarsi contro il cielo.
Dal terreno sale una nebbia umida, che copre il sentiero tra le croci
di ferro battuto.
Sentiamo solo il rumore della ghiaia che scricchiola sotto i piedi e
l'organo della cattedrale vicina: potremmo essere in un punto qualsiasi
del tempo tra il milletrecento e oggi, e questo luogo sarebbe sempre
uguale.
Ricomincia a nevicare…
C'è così pace che non posso fare a meno di ripensare alle persone che
mi sono mancate: torna quel dolore, inalterato come se fosse successo
ieri, il senso di perdita che mi opprime, così sconfortante.
E' inutile che vi faccia un elenco delle bellezze della città, anche
perché sono quasi tutte concentrate nel centro pedonale, e ben segnalate.
Naturalmente, per non smentirmi, vi ricordo le torte e la pasticceria
tipiche: Sachertorte e Mozartkugel (se li reggete non sono male neanche
wurstel crauti e senape).
Per informazioni dettagliate www.salzburginfo.at
Mina Harker

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