Oggi vi porterò al caldo… un caldo secco…
In un punto, sulla terra, dove l’orizzonte è una linea davanti alla quale non si frappongono costruzioni…
Solo all’alba si può vedere uno spettacolo che non sarà più possibile scordare, solo pochi minuti per riempirsi gli occhi di questa meraviglia, e poi … vederla sparire fra le nuvole… il Kilimangiaro si staglia solitario ed inquietante contro l’azzurro più cupo e profondo, con il suo cappuccio di nevi eterne, candide sotto i primi raggi del sole africano.
Seguire con la jeep le piste nella savana, ed inseguire i branchi di zebre.
Osservare ammirati l’aggraziato dondolante galoppo delle giraffe.
Rimanere affascinati dinnanzi alla potenza e la maestà degli elefanti.
Osservare la natura… certo racchiusa nei parchi, certo sfruttata… ma sempre commuovente, bellissima e spietata con le sue regole antiche ed immutabili, in cui solo l’uomo interviene per sconvolgerne i ritmi.
Gli struzzi con le loro penne nere che nascondono vicino alla coda le piume colorate, corrono paralleli alla jeep, quasi come i delfini giocosi fanno dinnanzi alla prua della nave.
Come dare l’idea dell’immensità, come rendere vivo nella vostra mente la potenza di questa terra antica… terra che fu nostra culla… terra stanca.
Sfidare il terrore nel cielo, che ha un colore da noi mai visto, su un otto posti che perde la rotta tanto uguale tanto sconfinato il territorio sotto di noi da confondere chiunque … poi più in l’ in lontananza una striscia di terra rossa, come una ferita insanguinata… la pista di atterraggio.
Oppure affrontare quasi 2000 km. Su jeep lanciate a folle velocità su autostrade che da noi non oseremmo neppure chiamare provinciali, correre sotto il sole infuocato che vuote le lamiere, correre di notte fra i villaggi senza luci sentire dentro di te la paura, viscida strisciante che ti afferra e sale.
Sale dalla stomaco fino a stringerti la gola. Ti toglie il respiro ti fa battere il cuore nel petto fino a farti male Un urlo, un grido che sale ed esplode dalla gola e riverbera fin nelle profondità.

Navigare sull’oceano ed osservare con un brivido gelido sotto il fondo trasparente della nave i letali barracuda, spietati assassini del mare, silenti forme affusolate e lucenti, quasi immobili appena sotto il pelo dell’acqua.
Raggiungere un’isola di sabbia distendersi a prendere il sole… crogiolarsi come gatti al suo calore.
Sentire improvvisamente l’acqua sfiorare il corpo, correre fino alla barca come Cenerentola a mezzanotte mentre l’acqua vi ha già raggiunto la vita. L’isola scompare, come non fosse mai esistita, inghiottita dalla marea.
Africa dove nulla è nuovo … tutto è antico o vecchio e lasciato cadere .. dove per sfuggire alla realtà esiste solo l’alcool come soluzione.
Dove un bambino ha come animale di compagnia uno scarafaggio enorme
Africa se fosse possibile odiarti!!! Invece è possibile solo innamorarsi di te ed odiarti per quasto ed amarti nonostante tutto.

Gabrielle de Lioncourt