Venite, voi che amate il mare… venite a vedere il paradiso prima che sia troppo tardi, lasciamo questa moderna oasi di confort: aria condizionata e piscine in cui l'acqua scrorre da un piano all'altro, lascia questa camera dal giardino privato… corriamo attraverso un deserto, ma senza guardarci attorno troppo accuratamente o vedremmo tutti i rifiuti dei castelli per turisti che affollano Sharm el Sheik, percorri tutta la strada fino ad arrivare al primo punto di attracco condato dagli israeliani dopo la guerra dei 6 giorni.
Un piccolo porticciolo affollato di barche per turisti dai nomi assurdi spesso ridicoli, la nostra è la più grande si chiama Italy Italy, il ponte inferiore è adibito a deposito per tute e bombole maschere ecc. il ponte superiore è coperto di morbide imbottiture per prenderre il sole.
Navigheremo lentamente senza fretta per un paio d'ore fino ad arrivare alla punta, gli arabi adorano la musica e l'ascoltano invariabilmente a tutto volume… qui si mescola disco music araba e canzoni italiane vecchie e nuove in un incessante incubo musicale.
Finalmente ci fermiamo, o quanto meno mettiamo in panne, non è possibile gettare l'ancora, è vietato. Indossiamo le pinne, necessarie per vincere la fortissima corrente, maschera e boccaglio e giù non voglio seguire la guida voglio vedere tutto da sola voglio godermi tutto questo senza l'interferenza di nessuno. Vicino alla scogliera c'è come un gradino di corallo ricco di anemoni ed alghe colorate, fra le quali nuotano pesci dai colori e dalle forme più strane. Al di sotto di questo punto scosso dai marosi l'acqua è ingannevolmente ferma e luingo la parete a picco di corallo, dalla quale si allargano coralli a ventaglio, madrepore ed anemoni, una coppia di inseparabili pesci angelo.
Più in là una cernia enorme timidamente si nasconde fra le rocce, ma se ti avvicini con calma la puoi anche accarezzare. Miriadi di pesciolini argentati ti sfiorano mentre attraversi l'enorme branco che si muove come telecomandato all'unisono.
Ahi! Bisogna fare attenzione, spesso per guardare tutto si dimentica di tenersi lontani dai coralli, mi sono tagliata… ma non è grave… ora nuovo a pelo d'acqua sopra la barriera, fra il mio corpo ed i taglienti coralli solo pochi centimetri… sabbia, posso alzarmi in piedi: sono a circa un centinaio di metri dalla riva e ad una dozzina dallo strapiomb del corallo… l'acqua mi arriva a metà coscia ed i pesciolini della sabbia mi mordicchiano le gambe, come mi muovo fuggono terrorizzati.
Si vede il limitare dellal barriera, qui c'è sempre vento e le onde quando raggiungono il gradino di corallo formano pennacchi e spruzzi che rifrangendo la luce del sole creano fantastici arcobaleni.
Ritorno a nuotare fino alla barca… un simpatico incontro: un pesce napoleone, è enorme grande quasi quanto me coloratissimo, passeggia sotto la chiglia poi sbuca fuori sotto i nostri occhi per farsi ammirare nuovamente e scompare nel blu.
Durante il viaggio di ritorno ci viene servito il pranzo: cernia fritta in pastella di ceci e curry, fantastica… è piacevole sgranocchiare mentre prendo il sole stesa sul materassino, l'acqua era fredda ed ora ho bisogno di riscaldarmi, sotto questo sole d'Egitto, lo stesso che illuminava tanti secoli fa i grandi faraoni che attraversarono il Sinai credendo che fosse un miracolo la presenza nel deserto di pozzi d'acqua dolce… Nessun miracolo: la penisola del Sinai è quasi interamente sabbiosa e l'acqua del mar Rosso vi penetra filtrandosi, infatti scavando un pozzo si trova l'acqua ma più ci si avvicina al mare più essa diventa salata. In questo desserto la Bibbia narra infatti che Mosè colpendo la roccia fece sgorgare una sorgente di acqua dolce… è vero basta scavare, la sabbia filtra il sale.

Gabrielle de Lioncourt