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Sherazade è tornata, per portarvi
in un luogo fatato, in una città perduta, dimenticata ed ora
ritrovata. Persa nel deserto, conosciuta solo da chi non l'apprezzava
e la feriva.
Percorrere il lungo Siq fra altissime pareti che
fanno rimbalzare ogni suono, assistere al primo scempio: la pavimentazione
in cemento a coprire la strada lastricata dai romani.
Procedendo siniziano a vedere piccole tracce
lasciate dall'uomo... piccole sculture nella roccia... una curva il
Siq si allarga e sulla parete un foro ...un piccolo tempio per le offerte...
curva.. il Siq richiude attorno a voi le sue pareti ...
Una svolta a destra... e... la Tesoreria è
dinanzi a voi: Apparizione meravigliosa, affascinante, triste che colpisce
lo stomaco come un pugno inaspettato.
Petra, tanto splendida perché sola, tanto
inquietante perché una tomba.
Non sono mai stati ciò che il turista vede
palazzi abitati, ma tombe... Splendide, superbe, inutili...
La città non è sopravvissuta, solo
le tombe che la incorniciano lungo le alte pareti che circondano la
valle, restano scolpite nella roccia.
I beduini, cercano soldi dai turisti, tuttoggi
depredano Petra della sola cosa rimastale: la pietra.
Vendono, così, pezzi di quella roccia a strati
colorati di striature gialle, arancio, rosse e nere, mortificandola
vieppiù.
Anticipando così l'ineluttabile corrosione
del tempo.
Quando il sole tramonta le pareti, non più
illuminate della sua luce abbagliante, si rivelano nei loro altorilievi
e sculture, mentre le vene colorate s'infiammano.
Tutto potete pensare vi abbia preparato a ciò
che vedrete... Non è così... Niente può darvi l'emozione
della scoperta al termine del Siq. Niente può darvi l'idea della
maestà e della malinconia che pervade questo posto, riportato
alla nostra memoria solo ai primi del novecento.
Nulla può incantare come una mirabile esecuzione
di queste tombe, della parete della montagna che venne lisciata dall'uomo
per poi essere scavata verso l'interno ricavando statue colonne capitelli
e finestre attorno alla imponente porta che conduce alla spoglia stanza
che ospitava la tomba.
Ora osservando le torme di turisti che in fila, come
formiche su un formicaio, scalano i fianchi delle rupi per carpire una
sterile foto ricordo, che comunque non potrà mai catturare tanta
grandiosità; viene da chiedersi: è un bene per Petra l'essere
stata riscoperta?
Destino forse più gentile avranno le sue gemelle,
in Arabia, proibite al turismo.
Certo le sorelle non hanno la stessa particolare
morfologia territoriale, né tale grandiosa maestà, ma
forse sopravviveranno al presente, questi due gioielli dei nabatei e
mostreranno anche nel futuro qualcosa che, probabilmente, supera la
genialità della costruzione delle piramidi.
Spero signore che queste pennellate vi inducano a
visitare questa mesta, ma grandiosa e superba città di tombe.
Un consiglio un giorno non basta a saziarsene, né a visitarla
tutta come merita. Prendetevi più tempo ed essa vi ricambierà
dandovi tutta la sua fragile grazia ed il suo antico ed imperituro fascino.
Gabrielle de Lioncourt

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